A mio padre…

Tra i rumori del mondo
la mia anima si perde,
nella sordità della coscienza
con timpani rotti
da una musica demoniaca
Un raggio di luce penetra
in uno spazio di non nulla,
che risveglia il mio cuore
come una tenda che si apre
in un mattino dopo il sonno.
Sogni di una notte insonne,
dove incubi e speranze
si intrecciano come
un suono si propaga nell’aria
e la voce della coscienza
si sfoga in lacrime asciutte
dentro un sogno di un padre
che con una mano
ora schiaffeggia e ora accarezza.
Lacrime di un padre
che vedo solo attraverso
le veglie della notte
per aspettarmi alla porta di casa.
La mia cecità
si protrae tra i desideri
degli immensi sentieri della vita.
E le sue lacrime
invisibili alla mia cecità
sono come oceani immensi
dove io nuoto sempre
con la mia sordità nella notte.
E rivedi quelle lacrime
quando tra la mia sordità e cecità
mi accorgo di essere arrivato
su un isola
e il corpo bagnato
in una notte gelida
è più pietrificante
di un immersione in un oceano caldo.

Due Lucio

Due Grandi uomini nati in
due giorni che si legano
da un destino scritto
tra un disegno divino
per persone folli
che Dio li sottopone a prove
e tra il Giudizio e l’esame
risponde una luce
che riposa in un
silenzio monumentale
tra il dubbio e la
certezza che oscillano
da un oceano di nomi
e una musica suonabile
solo da Dio

Anglicismi poetici

Stai al pc e ti viene uno shock
non è l’hardware del, o forse clock
ormai davanti al video è un tic
che più ci stai davanti e più è un click
tra i miliardi di login
ce n’é uno che non sembra un check-in
tra gli abissi dei pensieri ti viene un flash
alcuni vanno in porto, altri vanno in trash
navighi come un cane in un park
che è un film come quello di jurassic park
trovi a stento un po di relax
perché ti domandi se sia una pax

Rosso

Indosso un cuor rosso
posso io vestir rosso
Il corpo è la casa divina
in parte è un’anima divisa
tra il cuor che la ragion non comprende
e la ragione che il cuor liviemen comprende
Ragion sugli ultimi righi
e i pensier vaghi
—– —– —–
—– —– —–
—– —– —–
—– —– —–

Indosso un cuor rosso
posso io vestir rosso
Il corpo è la casa divina
in parte è un’anima divisa
tra il cuor che la ragion vuol comprender
e la ragione che al cuore non può tender
Battiti sugli ulitmi righi
e gli infarti con aghi
tra una ragion di dolor
e pensieri del cuor
che ha tesori di rossor
e ragioni incolor