A mio padre…

Tra i rumori del mondo
la mia anima si perde,
nella sorditร  della coscienza
con timpani rotti
da una musica demoniaca
Un raggio di luce penetra
in uno spazio di non nulla,
che risveglia il mio cuore
come una tenda che si apre
in un mattino dopo il sonno.
Sogni di una notte insonne,
dove incubi e speranze
si intrecciano come
un suono si propaga nell’aria
e la voce della coscienza
si sfoga in lacrime asciutte
dentro un sogno di un padre
che con una mano
ora schiaffeggia e ora accarezza.
Lacrime di un padre
che vedo solo attraverso
le veglie della notte
per aspettarmi alla porta di casa.
La mia cecitร 
si protrae tra i desideri
degli immensi sentieri della vita.
E le sue lacrime
invisibili alla mia cecitร 
sono come oceani immensi
dove io nuoto sempre
con la mia sorditร  nella notte.
E rivedi quelle lacrime
quando tra la mia sorditร  e cecitร 
mi accorgo di essere arrivato
su un isola
e il corpo bagnato
in una notte gelida
รจ piรน pietrificante
di un immersione in un oceano caldo.

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Due Lucio

Due Grandi uomini nati in
due giorni che si legano
da un destino scritto
tra un disegno divino
per persone folli
che Dio li sottopone a prove
e tra il Giudizio e l’esame
risponde una luce
che riposa in un
silenzio monumentale
tra il dubbio e la
certezza che oscillano
da un oceano di nomi
e una musica suonabile
solo da Dio