Come cambiare lingua per la tastiera – Windows 10

Per cambiare la lingua della propria tastiera in WIN10, per esempio per ripristinare quella italiana o perché bisogna scrivere lettere presenti solo nell’alfabeto di alcune lingue (come il danese o altre lingue simili…) ci vorrano 2 minuti contati e dovrete andare su IMPOSTAZIONI

-> DATA, ORA E LINGUA -> AREA GEOGRAFICA E LINGUA

poi cliccate su AGGIUNGI LINGUA e scegliete quella che desiderate (se non è ancora presente)

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Una volta che Windows vi ha aggiunto la lingua nuova cliccate

OPZIONI LINGUA (della nuova lingua desiderata appena aggiunta) e AGGIUNGETE LA TASTIERA

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Infine in basso a destra delle applicazioni vi apparirà un icona con la lingua della tastiera impostata attualmente cambiatela in quella che volete tra le lingue aggiunte precedentemente.

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un quadro estivo

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Oggi, Martedì 12 Luglio, è un afosa giornata estiva e penso faccia caldo in tutta Italia stando alle recenti previsioni meteo.

Probabilmente molti saranno già in vacanza, sebbene il clou si avrà soltanto tra la fine di Luglio e la metà di Agosto (con Ferragosto).

Ieri purtroppo si è appresa la notizia del tragico disastro dello scontro nei treni e ci si domanda come possa avvenire un disastro nel genere nel 2016, con la tecnologia che avanza inesorabile e in maniera sempre più tecnologicamente precisa.

Dopo la Brexit del 23 Giugno, che ha portato all’uscita del Regno Unito (e non la Gran Bretagna o l’inghilterra) oggi ci sarà la presentazione del nuovo primo ministro inglese: Theresa May che sarebbe la seconda donna nella storia a guidare il governo.

In Italia si respira un’aria di leggera stagnazione perché Renzi sebbene porti avanti un Italia in ripresa, i passi in avanti sembrano lenti e microscopici… inoltre non si parla altro che del Referendum Costituzionale che si avrà a ottobre e che negli ultimi giorni sembra slittato addirittura alla metà del 2017.

Gli Europei di Calcio sono finiti il 10 Luglio e c’è chi non aspetta altro che re-inizi il campionato di Calcio, confermando così il pensiero di alcuni (non pochi) secondo cui il Calcio adombra e fa passare marginalmente (a volte nel bene e a volte nel male) anche i problemi del paese.

La tecnologia imperversa sempre più, e a volte sembra di stare in simbiosi con tutti i dispositivi tecnologici. Se si dovesse fare un analisi del futuro probabilmente si vedranno aggeggi tecnologici ovunque, a tal punto da non dover raccoglier neanche un pezzo di carta e cioè si distruggeranno anche i pensieri più banali da dove nascono le profondità più ricche: le semplicità della virtù…

principali eventi estate 2016 – San Menaio [Vico del Gargano] (FG)

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10 LUGLIO – «Festa di inizio Estate» 2a edizione – a cura dell’Associazione Verdeazzurro Parco Giochi di San Menaio, ore 20.00

13 LUGLIO – Teatro per bambini «L’Isola di Drago» a cura del Cerchio di Gesso: (spettacolo con pupazzi e attori) – Parco Giochi San Menaio, ore 21.00

Giovedì 14 Luglio -> Il libro Amuleto Palazzo Bellavico del Gargano
via salita della bella

 

Sabato, 16 Luglio -> Nino D’angelo [VICO DEL GARGANO, Bar Schale, ore 21.00]

16 LUGLIO – Presentazione del libro «La magia della foresta» di Laila Campobasso,
a cura dell’Orto delle Favole di Claudia Laganella, Parco Giochi San Menaio, ore 21.00

da Mer 20 a Dom 24 Luglio -> Fiera internazionale del gusto e del turismo [VICO DEL GARGANO, ore 17.00]

Sabato 23 Luglio -> Fabrizio Corona [Peschici, La brocca ore 22.00]

26 LUGLIO – Serata musicale con Anna Maria Di Pilato e Chiara Mucedola San Menaio Parco Giochi, ore 21.00

29 LUGLIO – FlashBook «Letture a ciel sereno»
a cura dell’Orto delle favole di Claudia Laganella, Parco Giochi San Menaio, ore 21.00

30 LUGLIO – «Festa di inizio estate» 3a Ediz. a cura dell’Associazione Verdeazzurro Contrada Valazzo, San Menaio, ore 21.00

30 LUGLIO – Spettacolo musicale del Gruppo 3001 – Parco Giochi San Menaio, ore 21

1 e 2 AGOSTO – 9a Edizione Torneo Beach Volley «Gymnasium Cup», Torneo nazionale FIPAV – San Menaio – Tappa regionale Apulia Cup

Da Mer 3 a Ven 5 Agosto -> Mukanda Festival [ore:Tutto il giorno Vico del Gargano Piazza castello]

10 AGOSTO – “Notte Rosa”, ore 21.00 a cura dell’Ass. Verdeazzurro 10 AGOSTO – Mostra canina – [VICO DEL GARGANO] Piazza San Domenico, ore 21.00

22 AGOSTO – Lettura animata presso la libreria «L’Orto delle Favole» [VICO DEL GARGANO] ore 21.00

27 AGOSTO – Presentazione dei libri «Tremiti mare» e «Due storie dal Gargano» scritti da Angelo Cavallo a cura dell’Orto delle Favole di Claudia Laganella – Parco Giochi San Menaio, ore 21.00

 


 

Tutti gli altri sono consultabili ai seguenti siti e link:

http://www.garganoeventi.it/index/eventi/vico-del-gargano-calendario-estivo/

http://www.garganoeventi.it/index/eventi-a-vieste/

 


 

 

eventi estate 2016 a VASTO e nel vastese…

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Riporterò nelle righe successive di questo post i principali eventi/appuntamenti dell’estate 2016 per la città di Vasto e la zona del Vastese.

 

Giovedì 15 Luglio -> Laboratorio per bambini [SAN SALVO, Anfiteatro Villa Comunale ore 21]

da Giov 21 a Dom 24 Luglio -> Siren Festival 2016 [Vasto, centro storico]

Sabato 30 Luglio -> Concerto Max Gazzè [CUPELLO, Piazza Garibaldi, ore 21.00]

Sabato 6 Agosto -> Progetto Sud Festival 2016 [San Salvo, lungomare, ore 19.00]

Giovedì 11 Agosto -> Paint My Run [Vasto, ore 18.00

Sabato 13 Agosto -> Nottambula [San Salvo, centro storico, ore 19.00

 


 

Tutti gli altri eventi sono consultabili al seguente sito:

http://www.vasteggiando.it/it/eventi


 

Citater – Udvalgt af Isak Winkel Holm – Søren Kierkegaard

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Det forekommer mig som var jeg en Galeislave, læket sammen med Doden; hver Gang Livet rører sig, rasler Lænken og Døden lader Alt henvisne – og det skeer hvert Minut

Eet er, at et Liv er forbi, et Andet, at et Liv bliver færdigt ved at faae sin Conclusion.

Den Religieuse Lidelses Betydning er Afdøen fra Umiddelbarheden.

Muligheden er … den tungeste af alle Kategorier.

Angest er Frihedens Virkelighed som Mulighed for Muligheden.

Dit Liv vil gaae op i lutter Tilløb til at leve.

Hvad der gik Uskyldigheden forbi som Angestens Intet, det er nu kommet ind i ham selv og er atter her et Intet, den ængstende Mulighed af at kunne.

I lidenskaben er det existerende Subjekt uendeliggjort i Phantasiens Evighed, og dog tillige netop allerbestemtest sig selv.

Een blev stor ved at forvente det Mulige; en Anden ved at forvente det Evige; men den, der forventede det Umulige, blev større end Alle.

Der er kun een ethisk Betragtning, det er Selv betragtning.

Timeligheden, Endeligheden er det, hvorom Alt dreier sig.

Ikke Den, der sidder i et Glasskab, er saa generet som hvert Menneske er for Gud Gjennemsigtighed .

Dersom et Menneske var et Dyr eller en Engel, da vilde han ikke kunne ængstes.

Hvorfor denne Angest?! Fordi i det Erotiskes Culmination kan Aanden ikke være med.

Et existerende Menneske er sammensat af Uendelighed og Endelighed, bestdt i Tiden.

Vort jordiske Liv, der er i Skrøbelighed, maa adskille det at forklare og det at være.

 

L’arte di comandare – Napoleone

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Aforismi

La Paura del pericolo, ed il desiderio di evitarlo conturbano le teste deboli che risentono solo le sensazioni fisiche. Prevalendosi del timore che essi provano, se ne può ottenere cose che non si avrebbero dalla loro probità.

Per poter far bene la polizia conviene essere senza passioni

Quando non vi è più la patria, un buon cittadino deve morire.

I preti devono essere la guida delle conoscenze, ma non avere giurisdizione esterna e corporale sui cittadini.

Ogni giorno ha il suo lavoro.

Ogni giorno ha il suo lavoro.

Un padre deve sempre dividere il suo pane coi figli, in qualsiasi fortuna ci si trovi.

I papi hanno commesso troppe imbecillità per crederli infallibili.

L’ignoranza dei preti è il più grande flagello del mondo.

Quando un principe ha sé uomini distinti non deve mai lasciar guidare le cose dello Stato da ignoranti e raggiratori.

I veri titoli di gloria per un principe sono le istituzioni, i benefici e le vittorie.

E cosa ingiusta, odiosa, ed impolitica il punire il figlio per le colpe del padre, e spogliarlo della sua eredità.

I Concili hanno voluto che i preti non si assomigliassero onde le cure domestiche non gli distogliessero dalle cure spirituali a cui esclusivamente devono attendere dalle cure spirituali a cui esclusivamente devono attendere.

La decadenza dell’Italia è data dal punto in cui i preti vollero governare le finanze, la polizia e l’armata.

La psicologia non è nelle sfera delle cognizioni di un generale d’armata o di un capo di una flotta. Esse trattano solo dalla membratura degli uomini. Ai filosofi appartiene ciò che sta sotto la scorza.

Quando ci sentiamo slanciati nella sfera della probabilità, non è possibile di frenare l’immaginazione..

Un pensiero bello e giusto espresso in bei versi scende più facilmente nell’anima, che la prosa la più purgata e la più splendida.

La poesia, la pittura e la scultura devono essere menzognere, ma con grandezza, con attrattiva e splendore.

Spetta agli uomini onesti l’illuminare il governo.

La perversità è sempre individuale o quasi mai collettiva. I fratellli i Giuseppe non potevano risolversi ad ucciderlo; Giuda da sé freddamente, ipocritamente, e con basso calcolo tradisce il suo maestro.

A cinquant’anni le passioni sono spente o quasi spente; i desideri sono attuati e i disinganni sono molti; allora la tenerezza di una casta e paziente sposa è un soave rifugio, è l’arcobaleno che apparisce dopo la tempesta.

Non è agli uomini i quali hanno una responsabilità morale e politica che devono affidare le contabilità minute.

Le rappresaglie sono una misera risorsa.

Certe combinazioni morali producono le rivoluzioni negli imperi, ocme certe combinazioni chimiche producono i vulcani.

Le regole stesse ci obbligano a ragionare per sapere se non ci scostiamo dalle regole.

Una religione che si limita alla vita terrestre dell’uomo senza dirgli donde viene e dove va, può sostenersi.

Ciascuno deve stare nella religione in cui è nato.

Vi è un lungo tratto fra la ricompensa accordata dai capi intelligenti di una nazione, e la popolarità che si traduce in memorie e in tradizioni di piazza.

La vera saggezza generalmente consiste in una determinazione energica.

La felicità della patria può solo acquistarsi in modo sicuro colla saggezza e colla moderazione dei pensieri.

Non ha forse il sole anch’esso le sue macchie?

La pretesa della nobiltà del sangue è un’idea assurda e ripugnante.

Dal sublime al ridicolo vi è appena un passo.

La sovranità non sta nel titolo, ne il trono nel suo apparato.

Non vi è un individuo per quanto sia perverso, del quale un grande ingegno non sappia trarre partito.

Le basi indispensabili della società sono l’ozio ed il lusso.

La maggior parte dei sentimenti sono tradizioni: noi li proviamo perché ci precedettero.

La statistica è il budget delle cose.

Il sentire è un bisogno del cuore, come il cibarsi è un bisogno del corpo.

Sentire è amare, nutrire affetto per qualcuno; l’uomo dovette dapprima conoscere la pietà, l’amicizia, l’amore; indi ne vennero la riconoscenza, la venerazione il rispetto.

La ragione ed il sentimento sono inerenti all’uomo, come del pari lo sono la coscienza e la virtù.

Il fato di Astianatte prigioniero dei Greci mi parve sempre il più sciagurato che trovisi nella storia.

Gli uomini si stancano facilmente di versare il loro sangue a pro di qualche individuo che crede di ricompensare largamente i pericoli dei soldati coi tesori da lui accumulati. Lo stesso non può dirsi di un’armata che combatte pro aris et focis.

I re scontano caramente la loro incuria o il loro disdegno per gli storici.

Le sorprese devono al pari delle cospirazioni scoppiare come il fulmine.

Le simpatie di una nazione vacillante non possono aggiungere alcuna forza ad un’armata.

Il mestiere dell’individuo è pure eccellete nei tempi moderni come lo era nei tempi addietro. E’ un industria e che ha bisogno di poco coltura; cosicché fece dire a Molierè, che era più facile ingannare gli uomini che divertirli. Tutta l’arte d’un vero negromante consiste nella sfrontatezza, nella ciarla, nella destrezza,  e in quella sorte di perspicacia che ci fa giudicare a prima vista gli uomini che vengono a consultarci.

Nella storia e nella filosofia lo scetticismo è una virtù.

Un sovrano può con una condotta retta, sincera e semplice rendere felici i suoi popoli e se stesso.

Il rimo pensiero dei sovrani deve essere quello arrendersi ai voti e ai bisogni dei popoli, e di cercare nella pace i rimedi agli infortuni che aggravano su tutte le nazioni nei tempi di guerra.

I sovrani non sono angeli ma uomini, e talvolta sono soggetti più degli altri ad errare e lasciarsi trascinare.

La sovranità è ereditarietà solo perché l’interesse dei popoli lo richiede; in fuori di questo principio non vi esiste legittimità.

Quando alcuno cerca ogni modo di suscitare disordini civili e sommovimenti politici si espone a divenirne vittima.

I vulcani teologici si spengono coll’acqua e non coll’olio.

Il lavoro assicura il riposo della società e la felicità dell’individuo.

La tragedia infiamma l’anima, eleva il cuore, può e deve creare gli eroi.

L’altra tragedia è la scuola dei grandi uomini.

L’uomo non ha mai il diritto di uccidersi.

Il lavoro è a falce del tempo

Il dispotismo militare comprime i sentimenti generosi; la tirannia sacerdotale li soffoca.

I teologi di tutte le religioni sono tutti eguali; non risparmiano a parole o ascritti per accomodare secondo le loro passioni, la loro autorità o i loro capricci la legge di Mosè, o di quella di Gesù Cristo o di Maometto.

La teologia prescrive regole sicure per il governo spirituale, ma non per il governo delle armate e dell’amministrazione.

Non si devono giudicare gli uomini dalla fisionomia, ma sebbene metterli alla prova.

Tanto peggio per coloro che non credono alla virtù.

In tutti i paesi la violazione è un delitto mostruoso.

Il coraggio e la virtù conservano gli Stati; i vizi li rovinano.

La vita di un cittadino appartiene alla patria.

Vi sono vizi e virtù di circostanza.

La verità trapassa le nubi, risplende come il sole ed è al pari di esso non peritura.

La vita è cosparsa di tanti triboli e può recare tanti mali che la morte non è il male maggiore.

Un ghiottone difende eroicamente il boccone che ha in bocca.

Si riesce talora nell’intento piuttosto per opera del servo che altrimenti.

Vivere è soffrire; e l’uomo onesto lotta sempre per padroneggiare se stesso.

La vita di un uomo è uno specchio in cui si può leggere ed istruirsi con frutto.

Non vi ha nulla di grande nel terminar la sua vita a guisa di chi ha perduto ogni suo avere al giuoco. Vi è molto maggior coraggio a sopravvivere ad un infortunio immeritato.

Un padre che ha di recente perduto i suoi figli non può pregustare nessuna delle probabilità della vittoria.

La vittoria e i disastri rannodano legami indissolubili fra le armate ed il loro comandanti.

La vita monotona e stupida ispira talvolta alla mente di certi uomini idee a cui nello stato di libertà non avrebbero mai pensato.

Il patrimonio della storia dovrebbe essere la sola verità. In questo sol modo ella è onoranda e degna di servire ad eterno insegnamento agli uomini

Dio e il suo destino – Vito Mancuso

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L’antropologia

L’antropologia alla base della fede in Dio consiste nel ritenere la persona umana non riducibile alla sua biologia e al suo ambiente sociale. Essa è semplificabile in questa formula:

Io-Mondo = x

Tale formula si oppone alla visione contraria che afferma:

Io-Mondo=0

La visione antropologica presupposta alla prima formula è la libertà, la possibilità cioè di una certa indipendenza rispetto al mondo materiale e sociale alla quale rimanda l’incognita x. La prima ed essenziale condizione per ospitare nella mente una prospettiva autenticamente religiosa (per lo meno nel senso umano come non riducibile alle componenti materiali del suo esistere e per questo dotato di uan sfera interiore che operativamente viene detta libertà. Volendo dire la sessa cosa in termini più tradizionali, se ne può parlare dotato di spiritualità, poiché dire spirito e dire libertà è la medesima cosa.

Tutti sanno che noi siamo esseri determinati: lo siamo anzitutto a partire dagli elementi biologici del nostro corpo e dalle dinamiche che li legano insieme. Inoltre siamo determinati socialmente, nel senso che l’ambiente ci modella e ci porta a pensare e ad agire in un certo modo, e a non pensare e a non agire in un altro, e tutti siamo consapevoli che se fossimo nati anche solo qualche decennio prima, oppure in altri paesi, avremmo pensato e agito diversamente e quindi saremmo stati diversi, anche molto diversi. C’è una pressione fisico-biologica e ambientale-sociale su di noi che non dipende da noi, a causa della quale nessuno gode di piena libertà. Sono cose note. Tuttavia il discorso spirituale ha senso nella misura in cui il soggetto vuole (e dico vuole perché entra in gioco anche un investimento di energia) non essere del tutto risolvibile nelle sue determinazioni biologiche e ambientali, ragionando più o meno così: sono consapevole della presenza di una serie di condizionamenti in me, tuttavia la loro somma non è tale da esaurire completamente quello che io sono, perché io sono di più della mia natura fisica e di più del mio ambiente, sono di più della mia natura fisica e di più del mio ambiente, io sono sopratutto la mia libera autodeterminazione, la mia libertà, ho la possibilità di costruire la mia storia e la mia filosofia: io – mondo = x.

Perché si possa dare il discorso spirituale è decisiva la modalità con cui l’essere umano concepisce se stesso. E’ un po’ quello che intendeva Franz Kafka: <<Verificati sul metro dell’umanità. L’umanità incoraggia lo scettico a dubitare il credente a credere>>. Poi si andrà a vedere che cosa sia e come operi quest differenza specifica dell’uomo rispetto alla biologia e all’ambiente, perché anche all’interno delle religioni si è discusso a lungo sul libero arbitrio e sul suo rapporto con la grazia divina, se cioè la libertà possa essere produttiva in ordine alla salvezza oppure no, e se sì in che modo, problemi spinosi che qui non apro per nulla. Ma che ci sia questa dimensione, tradizionalmente detta anima spirituale, è un presupposto indispensabile, mancando il quale viene meno la stessa possibilità di sensatezza del discorso teologico.

Ontologia

La seconda condizione necessaria della posizione credente riguarda l’ontologia. La mente ragione e dice a se stessa più o meno così: se <<io – mondo = x>>, se io cioè contengo una dimensione incognita che mi rende irriducibile al mondo, è chiaro che la contengono anche tutti gli altri essere umani, e forse anche altri viventi; il che porta a ritenere che l’insieme dell’essere sia di più rispetto al mondo materiale che vedo. La mia libertà da me stesso, la mia differenza specifica rispetto a quella parte di me del tutto risolvibile nella materia del mondo, la mia trascendenza rispetto al mio corpo e al mio carattere, ciò che fa di me un essere libero questa misteriosa x tradizionalmente detta anima spirituale, mi conduce a pensare alla possibilità di una trascendenza dell’essere nella sua totalità rispetto all’essere che vedo ed esperisco come mondo: mi porta cioè a pensare che esista una dimensione che potrei chiamare, in analogia con me anima del mondo. Come io sono in condizione di essere libero da me stesso e di governare me stesso, così nel mondo c’è una dimensione che è libera dalla materia e che in qualche modo la governa, l’attrae, la spinge verso una complessità e organizzazione crescenti.

L’essere, in questa prospettiva, appare non riducibile al mondo visibile ed è semplificabile in questa formula:

Essere – Mondo = x.

La visione contraria è la seguente:

Essere-Mondo = 0

Credere in Dio significa coltivare una visione dell’essere secondo la quale la realtà nella sua ultima verità non è esauribile dalla realtà che vediamo e che tocchiamo chiamata mondo o realtà empirica. Ammettere Dio significa ritenere che la totalità dell’essere è maggiore del mondo.

Chi ospita dentro di sé questa idea ritiene che all’interno della massa di materia di energia che costituisce l’universo vi sia qualcosa che rimanda a una dimensione ulteriore, che fa superare l’immanenza e che per questo è detta trascendenza, una dimensione che tutte le religioni e molte filosofie conoscono e intendono servire. Il nirvana di cui parlava il Buddha e prima di lui i saggi della sua religione di provenienza, l’induismo; il regno delle idee di cui parlava Platone, intendendo per idea non l’opinione ma la condizione più vera dell’essere in quanto non soggetta al divenire e quindi capace di informare il divenire producendone fenomeni ordinati e non caotici (così Kant sul termine idea: <<Prego quanti hanno a cuore la filosofia […] di adottare l’espressione idea nel suo significato originario>>); il regno di Dio di cui parlava Gesù e prima di lui i profeti e i rabbini della sua religione di provenienza, l’ebraismo; e naturalmente le idee di altri fondatori di religioni e di altri filosofi, tutte queste esperienze spirituali dell’umanità dalle origini ai nostri giorni manifestano la convinzione che il vero essere non sia esauribile dalla dimensione empirica che possiamo vedere e toccare,  ma sia al di là. Questo aldilà può essere chiamato trascendenza, spirito, uno, eternità, infinito, assoluto; può essere pensato come contrapposto e quasi nemico di questo mondo (dualismo) oppure come fondamento, sostegno e abbraccio di questo mondo (dualità); ma quello che è essenziale è che tale dimensione venga sperimentata nell’intimo di chi aderisce come la Realtà primaria rispetto alla quale questo mondo appare una realtà primaria rispetto alla quale questo mondo appare una realtà secondaria. E non perché non sia bello e non sia buono, ma perché in esso la bellezza…