Nietzsche: LA VISIONE E L’ENIGMA sull’Eterno Ritorno

Scorribande Filosofiche

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LA VISIONE E L’ENIGMA
I. Quando tra i marinai si diffuse la voce che Zarathustra era sulla nave – con lui infatti era salito a bordo un uomo che veniva dalle isole Beate – nacque grande curiosità e attesa. Ma Zarathustra tacque per due giorni, freddo e sordo di melanconia, sì da non rispondere né agli sguardi né alle domande. Alla sera del secondo giorno, però, egli riaprì le sue orecchie, sebbene tacesse ancora: si potevano infatti udire molte cose insolite e pericolose su questa nave, che veniva da lontano e andava ancor più lontano. Zarathustra, a sua volta, era un amico di tutti quelli che fanno lunghi viaggi e a cui non piace vivere senza pericolo. Ed ecco che, a forza di ascoltare, gli si sciolse la lingua e si ruppe il ghiaccio intorno al suo cuore – allora cominciò a parlare così:
A voi, temerari della ricerca e…

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