L’Atalanta asfalta la Juve: 3-0 e va in semifinale di Coppa Italia!

 

atalanta-juve
L’Atalanta con 47 reti in serieA è al momento il miglior attacco d’Europa (dei 5 principali campionati)

ATLANTA-JUVENTUS 3-0

37′ Castagne, 39′ Zapata, 89′ Zapata

Atalanta (3-4-3): Berisha; Toloi, Djimsiti, Palomino (89′ Masiello); Hateboer, De Roon (91′ Gosens), Freuler, Castagne; Gomez, Ilicic (26′ Pasalic), Zapata. All. Gasperini.
Juventus (4-2-3-1): Szczesny; De Sciglio, Rugani, Chiellini (26′ Cancelo), Alex Sandro; Khedira (70′ Pjanic), Bentancur; Bernardeschi, Dybala (61′ Douglas Costa), Matuidi; Cristiano Ronaldo. All. Allegri.
Ammoniti: Djimsiti (A), Freuler (A), Hateboer (A), Pjanic (J), Matuidi (J)
Espulso: Allegri al 39′ per proteste

Nella serata del 30Gennaio 2019 l’Atalanta sconfigge la Juventus con la bellezza di 3 reti a zero e va in semifinale di Coppa Italia. Un risultato straordinario che conferma la qualità di gioco della squadra di Bergamo che al momento ha il miglior attacco della serie A e d’Europa.

Per la Juventus si tratta della prima sconfitta del 2019 e la seconda della stagione 2018-2019 dopo quella con il Manchester United in Champions League. Dopo la conferenza stampa del post partita, Allegri ha commentato che la sconfitta della Juventus è frutto della bravura dell’Atalanta e dell’ umanità della squadra torinese che non può vincere tutte le partite della stagione.

La Juve comincia male la partita, soffrendo l’aggressivo pressing della squadra bergamasca che approfitta di ogni errore bianconero per segnare. Ed infatti l’1-0 arriva proprio su un errore di Canelo (che sarà il peggiore per la Juve) subentrato all’infortunato Chiellini. Il secondo gol arriva poco dopo su tiro prodigioso di Zapata, sul quale Allegri protesta in maniera esagerata per un fallo su Dybala dal quale è nata l’azione. L’arbitro espelle Allegri che esce dal campo.

Il secondo tempo è caratterizzato da una crescita della Juventus che assieda la difesa dell’Atalanta senza riuscire a segnare. Il terzo Gol arriva in contropiede quando mancano pochi minuti alla fine della partita.

Per Zapata si tratta del 20° Gol della stagione con la maglia dell’Atlanta tra campionato, coppa Italia ed Europa League, confermandosi Bomber di classe.

La Juventus non perdeva con un passivo del genere dalla sconfitta con Real Madrid nei quarti di finale di Champions League del 3 Aprile 2018 quando Ronaldo realizzò uno dei più bei gol di rovesciata della Champions League e probabilmente del Calcio intero.

Tra le curiosità da segnalare c’è quella di Antonio Conte, ex C.T. della Nazionale e della Juventus che era presente in tribuna dello stadio di Bergamo, facendo sospettare a molti alcuni rapporti con Milano (non lontano da Bergamo) e quindi un possibile futuro all’Inter al posto di Luciano Spalletti, attuale allenatore della squadra Nerazzura. Conte, che è stato intervistato nel post partita, ha smentito queste voci.

 

Le Semifinali di coppa Italia saranno:

ATALANTA-FIORENTINA

Milan- (vincitrice tra inter-lazio)

 

FINALE COPPA ITALIA

15 Maggio 2019 : STADIO OLIMPICO

 

 

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ZOMBIEING l’ultimo trend dei social dopo Ghosting, Benching, BreadCrumbing, …

 

Zombing
Disegno di Pawel Kuczynski

Nel 2019 il mondo è completamente integrato con i social e anche noi probabilmente lo siamo, sperando ovviamente sempre di essere integrati con il mondo reale. Il sintomo più eclatante della nostra simbiosi con i social sono i cambiamenti delle loro funzioni, delle loro grafiche: quando ci accorgiamo di essi ci mandano spesso in tilt o comunque in una lieve malinconia quando la loro comparsa interrompe la praticità del nostro utilizzo quotidiano.

Ma i social hanno definito dei veri e propri comportamenti che hanno preso una terminologia precisa da qualche anno: BENCHING, BREADCRUMBING, GHOSTING E ZOMBIEING

zombie

L’ultimo di questi comportamenti è proprio lo ZOMBIEING. Come potrebbe far intuire il termine stesso – la resurrezione dal mondo dei morti – è riapparire dopo essere scomparsi in seguito a un periodo di frequentazione. Molti esperti lo categorizzano anche come trend perché il comportamento assume un ruolo di massa.

ghost

E’ evidente che lo ZOMBIENG è l’evoluzione del GHOSTING cioè la scomparsa totale e senza spiegazione dopo relazioni che vanno da pochi mesi a persino anni. E’ un modo conveniente per andarsene senza lasciare spiegazione e affrontare il partner.

 

 

 

Lo psicologo Bill Levkof ha spiegato la sua posizione su Business Insider, sottolineando come non ci sia da aspettarci molto da qualcuno con cui si ha avuto principalmente una relazione virtuale, e anche saltuaria, fatta principalmente di messaggi inviati magari nel corso della notte.

“Il concetto di persone che si connettono e scompaiono non è nuovo”, continua Levkoff. “È solo che tempo fa sarebbe stato più difficile accorgersi di qualcuno che non ci vuole più”. Oggi invece basta osservare le spunte di Whatsapp per capire che l’altro non ha più intenzione di farsi sentire.

Questi nomi sono stati coniati da quella che viene definita la generazione dei Millenial (chiamata anche genrazione Y) per identificare delle vere e proprie categorie sulla nostra seconda vita che creiamo con i social.

Sebbene questi termini identifichino categorie precise, di un mondo che imperversa nelle nostre vite quotidiane, facendoci credere di stare meglio o di vivere i rapporti in maniera più immediata, la realtà è che i social di illudono più di quanto non crediamo o pensiamo.

Spesso i social sono tristi perché siamo succubi delle dinamiche e dei tempi del sistema, smaniosi e ossessivi di attendere una risposta, di controllare lo stato, la storia, o addirittura l’ora dell’ultima connessione online. La cosa più triste è quando un messaggio riesce a colmare il contatto diretto con la persona, perdendo l”esigenza di incontrarla, sebbene comunque il social rimane uno strumento con il quale rimanere in contatto, anche nei momenti di necessità e senza i quali molte cose sarebbero impossibili.

Non finisce qui perché i social non ci permettono mai di staccarci con una persona con la quale spesso condividiamo foto, post, etc… e i ricordi affiorano di continuo alimentando un vera e propria mappa cognitiva dei nostri pensieri che preclude in maniera quasi irrimediabile le nostre azioni quotidiane, anche a livello inconscio e quindi molte persone ne sono anche inconsapevoli.

Altri termini da tenere in considerazione, oltre a quelli già citati, sono i seguenti:

BENCHING (stare in panchina)

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Identificano coloro che non sono totalmente convinte di una persona, la si tiene lì a in sospeso, perché non si ha la forza di prendere una decisione o di staccarsene totalmente. Chi è vittima di benching equivale al piano B della persona che ci sta tenendo in sospeso. Il Benching non va confuso con chi invece sta avendo un rapporto che sta prendendo piene.

BREADCRUMBING (fare come Pollicino)

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Alimentare una relazione con messaggi o interazioni social saltuariamente per non essere completamente fuori dal mondo di qualcuno. Si decide di lasciare una finestra aperta, creando false illusioni nell’altra persona. Un atteggiamento disonesto, egoistico e poco sano, peggiore del ghosting.

STANCHING

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Quando nonostante due si stiano frequentando da un po’ di tempo, uno di loro continui a non presentare l’altr* al suo gruppo di amici, o alla sua famiglia, a non taggarl* nei post e non interagire sui social media pubblicamente con lui o lei. Segue insomma il metodo del “non rovinarsi la piazza”.

 

CUFFING E UNCUFFING

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Ci sono comportamenti pseudo-patologici denominati cuffing, cio̬ trovarsi una compagnia a cui incollarsi durante i mesi invernali Рo ammanettarsi, come suggerisce la terminologia anglofona Рe relativo uncuffing primaverile.

 

Running: la corsa tra podismo e atletica

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La corsa è da sempre lo sport per eccellenza, uno di quelli più conforme alla natura dell’uomo, che non ha bisogno di altro se non delle proprie gambe.

La Maratona prende il nome proprio dalla leggendaria impresa della corsa di Fidippide (o Filippide, secondo le fonti) dalla città di Maratona all’Acropoli di Atene per annunciare la vittoria sui persiani nel 490 a.C.

Dall’allora la martona è stata inserita da sempre nei giochi olimpici, sia in quelli dell’antica grecia che in quelli moderni.

Ognuno si avvicina alla corsa per i motivi più vari: attività fisica, benessere, necessità di salute, sport, attività, allenamento per un’altra disciplina, etc…

Spesso si inizia anche tardi un attività sportiva come la corsa (podismo / atletica leggere) per evitare che dopo i 30 anni si finisca a poltronare a casa.

Essendo il running una delle attività più frequentate a parità (se non di più) del Calcio, il livello agonistico per chi vuole partecipare ad una gara è molto ampio, così si va da un tempo di un professionista ad uno di livello amatoriale.

Ovviamente il risultato non deve influenzare in nessun modo l’obiettivo di partecipare ad una gara ma spesso si è influenzati dall’incolmabile divario con i professionisti che non permetteranno mai (o quasi) di vincere una gara organizzata di livello provinciale.

L’obiettivo deve rimanere sempre quello di migliorare se stessi e il proprio tempo senza rimanere succubi della strapotere dei professionisti altrimenti si finisce per bruciare la voglia e la passione di correre, rivaleggiando con uno spauracchio che si chiama successo.

L’anno sportivo per un runner comincia formalmente a Gennaio quando si comincia a delineare il calendario per i mesi successivi e ad organizzare e a conciliare i propri allenamenti con gli impegni quotidiani.

Si comincia con la classica prova da sforzo specifica per l’atletica, fatto in granparte dei casi in un centro privato e che costa poco più di un certificato sportivo del medico curante. Dopodiché ci si iscrive ad una squadra o si rinnova l’iscrizione annuale alla società nella quale si è già iscritti

Generalmente i tipi di società a cui ci si può iscrivere sono due: quelle affiliate con FIDAL (federazione italiana di atletica leggera) e quelle affiliate alla UISP (che hanno una valenza più prettamente amatoriale)

L’allenamento per un sportivo che inizia questa attività e limitata massimo ai 3 allenamenti a settimana, per non sottoporre muscoli e legamenti a sforzi di cui non sono mai stati abituati. Per chi invece ha già un buona esperienza può arrivare anche a 5 uscite settimanali che dovrebbero garantire se non altro un buon raggiungimento di forma per i primi tempi agonistici. Altrimenti si può rimanere sempre nei 3 allenamenti settimanali.

Le specilità per un runner sono essenzialmente sulla lunghezza: maratona, mezza maratona, 10 KM o gare più corte.

Vi sono inoltre le ultra maratone (che non tratterò in questo post) e le gare di trail che si snodano per le vie impervie della campagna e della natura. Ad ogni modo la preparazione è in funzione esclusivamente della lunghezza del tracciato e non del tipo di percorso, nonostante oltre al TRAIL vi siano numerose altre specialità come le gare su pista.

Le maratone e le mezze maratone sono svolte per chi predilige più gli sforzi aerobici e di lunga durata anche se tutte le specialità dell’atletica presuppongono un corpo snello e agile. Ovviamente dalle mezze maratone in poi i tempi degli allenamenti si allungano perché per affrontare una gara di 42km (maratona) ne occorrono almeno una 35circa di allenamento. Ovviamente molti dubiteranno del fatto che servano soltanto 35km per farne 42 ma in realtà lo sforzo di allenamento sulle lunghe distanze non deve mai superare quello della gara. E’ una regola fondamentale per riuscire a dosare lo sforzo.

Durante l’allenamento è fondamentale seguire alcuni piccoli accorgimenti come fare lo streaking (sia prima che dopo) che porta significative migliorie allo smaltimento dell’acido lattico, sebbene sia spesso trascurato per mancanza di tempo e per una pigrizia specificatamente sportiva. Inoltre è opportuno seguire un alimentazione consona allo sforzo. Per cui per gli sforzi lunghi è più opportuno un integrazione di carboidrati e vitamine mentre per quelli brevi una concentrata sulle proteine.

Molti sono soliti allenarsi con delle vere e proprie tabelle dettagliate dei KM da fare nelle quali sono indicate anche ripetute da seguire per migliorare  la forza oltre la resistenza. Inutile dire che le tabelle vanno sempre seguite in linea di massima e non devono costringervi in alcun modo ad incatenarvi a semplici tabelle di marcia calendarizzate che rischiano di inchiodarvi ad uno sforzo non gestibile alle capacità fisiche oltre che dai recuperi fisici.

Il running, a differenza di altri sport come il ciclismo. incide nettamente sui muscoli e anche sui legamenti delle gambe, più di quanto non faccia la bicicletta. Questo perché la corsa è uno sport più anaerobico del ciclismo, e sebbene il più delle volte sia meno distruttivo come può essere una tappa ciclistica di 200KM, l’indolensimento delle gambe è spesso maggiore.

 

 

HERBALIFE: l’eccellenza dell’alimentazione con il disastro del sogno di venditore.

herbalife-logo

Herbalife negli ultimi anni è diventato leader mondiale degli integratori alimentari, utilizzati sia come un mezzo per dimagrire che per un vero e proprio integratore di vitamine e proteine, sopratutto per lo sport.

Il testimonal più noto dell’azienda americana è Cristiano Ronaldo. Il calciatore più popolare del mondo collabora nella sponsorizzazione dei prodotti dal 2013 e negli ultimi anni gli è stato dedicato anche un prodotto specifico (una bevanda) come integratore sportivo: il CR7 DRIVE. La collaborazione tra l’azienda di Los Angeles e il calciatore portoghese durerà fino al 2021.

Aldilà delle sponsorizzazioni mondiali del fuoriclasse portoghese sono tantissime altre le collaborazioni del passato di altri atleti italiani e non: Karolina Kostner, Tania Cagnotto, Arianna Fontana e tante altre… Ma ci sono anche sponsorizzazioni con i comitati degli sport come il CONI e la FEDERAZIONE ITALIANA DI NUOTO. Indubbiamente negli ultimi anni, grazie sopratutto ai i social e quindi alla rete, i prodotti herbalife hanno visto crescere la loro popolarità se non altro perché le testimonianze di dimagrimento oppure di massa muscolare vengono diffuse con maggiore efficacia con le immagini…

Io faccio uso di herbalife dal lontano 2004 e conoscono i prodotti dai primi anni 2000. All’epoca c’erano ancora i distributori che cercavano di vendere i prodotti con semplici volantini o annunci nelle bacheche degli edifici. Un cambio drastico influenzato sopratutto dal cambiamento sociale e tecnologico.

Chi si avvicina a Herbalife spesso lo fa pensando a due motivazioni: il benessere fisico e la possibilità di diventare un venditore milionario.

  • Il benessere fisico è spesso raggiungibile con una costanza nell’assimilazione dei prodotti, accompagnata ovviamente da una limitazione dei cibi più nocivi e grassi, e anche – per chi ha difficoltà nel perdere peso o vuole avere un fisico eccellente – ad una attività fisica quotidiana.
  • La possibilità di diventare un venditore milionario invece attrae molti anche se in realtà entrare nel meccanismo di venditore è molto difficile perché Herbalife prevede quello che viene definito Marketing Piramidale, un sistema tipico di marketing americano nel quale il venditore ha de clienti (che a sua volta possono diventare venditori) e fa capo a un suo sponsor che anche lui è un venditore-distributore.

Indubbiamente l’eccellenza de prodotti è garantita sopratutto se si raffrontano con decine di prodotti che si trovano al supermercato oppure su internet o addirittura come per herbalife con i suoi distributori. A volte però si rischia di prendere alla leggera l’assunzione di queste sostanze contando esclusivamente sulla loro qualità e a volte anche dalla incompetenza dei distributori che vendono questi prodotti rischiando di far sballare alcuni valori nutrizionali. Ad esempio il THE’ concentrato diluibile nell’acqua può aumentare notevolmente la pressione sanguigna se si esagera con le dosi (1 cucchiaino da caffè) oppure le barrette proteiche possono appesantire i reni se ne fa un uso quotidiano non accompagnato da un intensa idratazione.

I venditori più fortunati possono raggiungere anche guadagni da capogiro, sebbene non se ne contino molti da città a città. La fortuna consisterebbe nel crearsi una buona prima linea di venditori che a loro volta abbiano una montagna di venditori, sia a livello orizzontale che a livello piramidale. In sostanza la fortuna sta nel trovare buoni venditori che creano a loro volta le loro piramidi di marketing. Una cosa non semplice ovviamente, sopratutto se non si ha il carattere di portare l’esempio quotidiano dei benefici dei prodotti, ma anche di avere un vita attiva, sportiva, social, e tanto altro… Il sogno del venditore herbalife spesso rientra in quel famoso sogno americano con il quale si da la possibilità a tutti di diventare milionario ma che poi solo pochi raggiungono la meta, per capacità, circostanze, fortuna e altro…

I prodotti hanno un costo medio-alto per prezzi di alimenti anche se c’è da considerare che sono oltre ad integratori anche dei prodotti di benessere. Il loro prezzo diminuisce quando la qualifica di distributore sale man mano nella gerarchia della piramide. La cosa vantaggiosa è che i guadagni di Herbalife sono già detratti da tasse per contributi e altro, avendo tutto al netto…

Spesso capita di incontrare vere e proprie persone fanatiche del proprio lavoro herbalife e del proprio stile di vita tanto che molti vedono il mondo herbalife come una setta o come un mondo di nicchia lontano dalla realtà o lontano comunque dalla vita quotidiana. Sicuramente vedere distributori herbalife milionari incute invidia e spesso anche perplessità nel meccanismo. Sebbene molti si avvicinino ad esso per curiosità, per interesse o anche per necessità, una buona parte lasciano tutto dopo una prima esperienza, per aver avuto forse anche aspettative troppo elevate al proprie possibilità.

Ad oggi comunque la società è solidamente quotata in borsa e con un fatturato da milioni di euro. Negli scorsi anni, tra il 2012 e il 2016 le accuse giudiziarie mosse all’azienda americana non hanno scalfito la sua solidità, sebbene le accuse provenissero da tutto il mondo accusando sia la scientificità dei prodotti che il sistema piramidale di marketing.

Herbalife è di sicuro una azienda consolidata nel campo dell’integrazione alimentare ma non dimenticatevi mai di mangiare anche tutto ciò che trovate naturale sulla tavola della vostra cucina… Il famoso frullato (Formula 1) che è il prodotto di punta e maggiormente utilizzato per la dieta di fitness a mio avviso può sostituire solo un pasto della giornata. Inoltre i prodotti aiutano molto ma non sono sicuramente miracolosi, quindi cercate di avere una vita sana e bilanciata.

 

 

La politica USA di TRUMP: tra muro messicano, dubbi russi ed shoutdown.

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Con l’inizio del 2019 il governo TRUMP supera i 22 giorni di pausa delle attività federali, battendo il vecchio record del 1996 del governo CLINTON.

L’inattività del governo è quello che viene denominato shutdown ovvero chiusura. La causa è il braccio di ferro con i Democratici per i fondi per la costruzione del muro con il Messico.

Questa inattività ha portato a paralizzare l’attività governativa della Nazione nella quale 800 mila lavoratori sono senza stipendio dei quali più della meta costretto a lavorare lo stesso.

Una situazione non rosea per gli STATI UNITI che vedono una caduta di Donald Trump nei sondaggi.

Addirittura la prova più evidente dello shutdown è l’accoglienza che ha riservato il presidente americano ai giocatori di football dei Clemson con il cibo fast food al posto del buffet ma offerto di persona da Trump.

La costruzione del muro con il Messico aveva creato molte perplessità già prima del periodo a cavallo tra la fine del 2018 e il 2019. Il presidente americano aveva annunciato la costruzione (o meglio l’estensione del pezzo già esistente) già nel 2017 appena dopo la vittoria delle elezioni nel novembre del 2016. Qui il paradosso è alquanto palese perché il muro è già parzialmente esistente dalla costruzione del 1994 quando Bill Clinton con il suo partito Democratico ne ordinò la costruzione e fu estesa nel 2006 con l’approvazione del Secure Fence Act, firmato da George W. Bush, e votato anche da 25 senatori democratici, tra cui Hillary Clinton e Barack Obama.

Probabilmente la voce alta di TRUMP non piace a molti, che sin dall’inizio del suo mandato ha messo in chiaro la sua linea politica affermando un azione per la diminuzione dei migranti dal Messico, l’unico paese (oltre al blindato Canada) che porta persone clandestine di tutte le etnie e di tutte le nazionalità del mondo che incentiva inevitabilmente anche il Terrorismo, un tema che sta a cuore all’attuale presidente e magnate americano.

Non è un caso che un altro punto sulla questione di dibattito politico dei Repubblicani è l’ingresso delle persone dai paesi islamici: Iran, Iraq, Iran, Yemen, Siria, Somalia, Sudan e Libia. L’obiettivo è quello di  generale controllo più severo dei permessi di soggiorno, test più restrittivi sui candidati alla permanenza negli Stati Uniti e la chiusura dei programmi di accoglienza per i rifugiati. In sintesi Trump limiterebbe la quota a 50mila (rispetto a 110mila di Obama) stando a quanto rivelerebbe il Wall Street Journal.

La barriera è fatta di lamiera metallica sagomata, alta dai due ai quattro metri, e si snoda per chilometri lungo la frontiera tra Tijuana e San Diego. Il muro è dotato di illuminazione ad altissima intensità, di una rete di sensori elettronici e di strumentazione per la visione notturna, connessi via radio alla polizia di frontiera statunitense, oltre ad un sistema di vigilanza permanente effettuato con veicoli ed elicotteri armati. Altri tratti di barriera si trovano in Arizona, Nuovo Messico e Texas.

Nelle ultime ore Trump ha richiamato i democratici: “Tornino a Washington a lavorare per mettere fine alla terribile crisi umanitaria al confine con il Messico”. “Io sono alla Casa Bianca, i democratici sono in giro, anche e vedere musical”. Trump si riferisce direttamente alla speaker Nancy Pelosi, che si trova a Puerto Rico dove va in scena la prima del popolare musical ‘Hamilton’. ‘Servirebbero quindici minuti per un accordo sul muro se “i democratici si sedessero al tavolo” a trattare.

Come se non bastasse gli ultimi timori messicani per Donald Trump arrivano da Julian Castro (messicano di origine ma americanissimo essendo nato in texas) che si è candidato come presidente degli Stati Uniti. Il 44enne texano fa parte del partito democratico e può essere una spina nel fianco per le future ricandidature per le elezioni di presidenza.

«Quando mia nonna è arrivata qui, circa cento anni fa, sono sicuro che non avrebbe mai potuto neanche immaginare che, soltanto due generazioni più tardi, uno dei suoi nipoti avrebbe servito il proprio Paese come membro del Congresso degli Stati Uniti mentre assieme a tutti quanti voi pronunciava queste parole: “sono candidato come presidente degli Stati Uniti d’America!».

Dichiarazione che fa presagire quanto meno un briciolo di possibilità alla presidenza sebbene lo scenario è tutto da definire

 

I problemi non finiscono qui per Trump, che vede arrivarsi di continuo polemiche e accuse sulle questioni delle (ipotetiche) “amicizie” con i russi. Il Presidente americano ha dovuto smentire persino alle accuse del vecchio direttore del FBI James Comey, secondo le quali TRUMP avrebbe lavorato per la Russia persino come agente segreto. Una accusa pesantissima che rasenta persino l’inverosimile tant’è che lo stesso TRUMP ha dichiarato che si tratta di accuse senza recedenti che lo hanno costretto a licenziare Comey ed a nominare un nuovo direttore nel maggio del 2017. Le argomentazioni dell’accusa del vecchio direttore dell’FBI erano ignote fino ad oggi.

Trump avrebbe licenziato Comey per nascondere le conversazioni private avvenute con il presidente russo Vladimir Putin sulle interferenze di una leggittima elezione conclusasi con il successo nel novembre del 2016. Secondo Rudolph Giuliani, avvocato di Trump, se in tutti questi mesi non è uscito niente significa che l’FBI non ha scoperto nulla di compromettente.

Rigurado le politiche estere gli Stati uniti d’America si preparano ad una “guerra fredda” contro la Cina e (probabilmente) contro la Russia riguardo le rotte commerciali e marittime nell’artico. Infatti il riscaldamento globale ha portato lo scioglimento dei ghiacciai che ha permesso e permetterà di navigare su rotte che in precedenza erano completamente impossibili da percorrere. La Cina che si è dichiarata “potenza quasi artica” e creerà una “Via della seta polare” e permetterà alla sua flotta di operare liberamente nella regione. La Russia invece, per motivi sopratutto geografici è sempre stata interessata alle rotte marine artiche oltre all’interesse di mantenere le basi militari. Sicuramente nella guerra fredda la Cina è la Nazione più coinvolta con gli Stati Uniti sopratutto per altre questioni ben note come i dazi sul commercio e l’azienda HUAWEI, una dei maggiori produttori di Smartphone al mondo.

Sui dazi la questione è stata molta tesa nel 2018 ma in questi primi giorni del 2019 si è avuto uno spiraglio di pace grazie anche all’incontro del 1° Dicembre 2018 tra Donald Trump e Xi Jinping, a margine del G20 di Buenos Aires. Tramite una telefonata tra il vicepremier cinese Liu, il segretario Usa al Tesoro e il rappresentante del commercio americano Robert Lighthizer, la Cina ha annunciato che ridurrà i dazi sulle auto americane importate dal 40% al 15%. Un passo da gigante se si pensa alle tensioni del 2018 che ha scatenato ripercussioni anche sull’economia e sui mercati europei tanto che il 25 luglio 2018 si è tenuto un incontro tra Donald Trump e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker per la tregua alla guerra sui dazi.

La politica degli U.S.A. è nota a tutti già dalle elezioni del 2016 quando TRUMP propagandò l’AMERICAN FIRST ovvero l’azione governativa di dare priorità ai prodotti americani facendo pagare così dazi sui prodotti in importazione dall’estero. Nel Marzo 2018 il Presidente Americano firmò una legge con la quale istituì dei dazi sull’importazione di alcuni materiali come l’alluminio e l’acciaio.

L’ultima notizia che ci giunge dal continente americano è che TRUMP ha rafforzato lo scudo anti-missili per proteggere la propria nazione da possibili attacchi dei nemici. Anche se al momento non c’è alcuna decisione concreta il presidente americano ha tenuto a precisare che si sarebbero i presupposti per avviare un azione del genere.

Per concludere, oltre al blocco delle attività federali, giudice federale della California ha bloccato almeno temporaneamente l’entrata in vigore delle nuovo norme volute dal presidente americano Donald Trump in base alle quali i datori di lavoro possono decidere di non offrire gratuitamente alle donne anticoncezionali. La norma sarebbe dovuta entrare in vigore lunedì in 13 Stati e a Washington.

 

 

Onde Silenziose

 

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Scoprii la casa nel gelido freddo della sera

arrivato con una bici malconcia

pesante del fardello di una speranza infinita

quasi al crepuscolo di un insolita sera

 

Il mare quando era immobile suonava

Il mare quando si muoveva era silenzioso

note ferme

onde silenziose

 

 

Festival di Sanremo 2019: … un comizio politico!

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Se pensate che il 69 festival di di Sanremo sia come al solito il grande spettacolo di musica italiana dell’anno vi state sbagliando. Quest’anno Claudio Baglioni – probabilmente forte dell’esperienza di presentatore dell’anno precedente – ha voluto cimentarsi in un vero e proprio comizio politico (come ha dichiarato la stessa direttrice di RAI1 Teresa De Santis) nel quale molti personaggi dello spettacolo hanno preso posizione (anche a favore…) nei confronti del cantautore romano: Claudio Bisio, Toni Renis, Renzo Arbore, Giancarlo Magalli, Peppino di Capri, Fiorella Mannioia, Matteo Renzi e chi più be ha più ne metta…

Claudio Baglioni durante la conferenza stampa del 9 Gennaio, in risposta a chi gli chiedeva cosa pensasse degli sbarchi e dei migranti, ha risposto che fino ad ora la gestione politica dell’immigrazione è stato un disastro culturale che ha portato il paese ad incattivirsi non attuando politiche all’altezza. Parole che hanno scatenato il putiferio nel mondo dello spettacolo.

Probabilmente è difficile trovare un precedente nelle vecchie edizioni del Festival di Sanremo con polemiche ancora prima inizi il festival vero e proprio.

Sebbene Claudio Baglioni abbia risposto ad una domanda di un giornalista alla conferenza stampa pre-festival, la dichiarazione è stata comunque devastante e per un direttore artistico nonché presentatore è naturale aspettarsi una certa sobrietà visto e considerato che un evento artistico e culturale di questo calibro può influenzare la popolazione con logica senza cognizione.

Come se non bastasse negli ultimi giorni il quotidiano LaVerità ha scritto che l’espulsione della canzone dei New Trolls “PORTE APERTE” è dovuta ad un apparente sostegno alla politica contro la migrazione. Infatti Baglioni non si è nemmeno degnato di avvisare la storica Band che ha criticato apertamente il comportamento del direttore artistico.

Personaggi in risposta alle dichiarazioni di Baglioni sui Migranti:

Matteo Renzi

«Attaccare Baglioni e Sanremo dimostra che chi sta al governo ha davvero perso il senso del limite. Salvini, anziché stare buono e zitto, ha attaccato Baglioni perché gli serve avere un nemico, questa è l’Italia incattivita, attaccare qualcuno e sempre. Datti una calmata e lascia che gli italiani possano godersi Sanremo: fuori la politica da Sanremo! Al Bano sì se va al Viminale e Baglioni no? Abbiamo perso lucidità. C’è libertà di espressione. Giù le mani da Sanremo, l’Italia dei cattivi non avrà la meglio».

 

Renzo Arbore

«Condivido la grazia con cui Baglioni ha detto quello che pensava, rispondendo a una semplice domanda, rifiutandosi di fare il pesce in barile. Nel Paese la politica è sempre stata ossessionata dalla volontà di controllo della televisione. Non so più quanti direttori ho visto passare, persone che non avevano la minima idea di cosa sarebbero andati a fare; qualcuno riusciva a imparare e quando aveva imparato veniva mandato via perché era cambiato il governo».

 

Nicola Zingaretti

«Claudio Baglioni ha il diritto di parlare. La storia che racconta è vera, la cultura deve descrivere l’Italia e la nostra società, con i suoi problemi e le sue aspirazioni. Un abbraccio a Claudio Baglioni, grandissimo artista italiano».

 

Marcello Foa

«Sono troppo rispettoso del mio ruolo istituzionale per intervenire. Ricopro un ruolo di garanzia, di pluralismo e di autorevolezza della Rai e a questo ruolo intendo attenermi scrupolosamente. Per scelta non partecipo alle polemiche e, anzi, ritengo che il mio scopo sia quello di permettere alla Rai di lavorare serenamente e in maniera proficua».

 

Alessandro Di Battista

“Ha fatto benissimo a dire quello che pensa. Poi a me Baglioni è sempre piaciuto”.

 

Claudio Bisio

“Rispetto a ciò che ha detto in conferenza stampa sul tema dei migranti sono d’accordo con Claudio Baglioni. Come potrebbe essere altrimenti ? Mi è sembrata una dichiarazione assennata e condivisibile.”

 

Fiorella Mannoia

«Ma che cosa avrebbe detto di così terribile? Mi sembra una considerazione di buon senso. Io non l’ho capito. Giudicate voi». (via Twitter)

 

Peppino di Capri

«Bisogna accogliere quelli giusti. Diciamo che sto un po’ con l’uno e un po’ con l’altro. Non sono razzista, ben vengano tutti ma bisogna darsi una regolata. Condivido la posizione di Salvini perché fa parte di un’inquadratura generale della situazione».

 

Maurizio Costanzo 
«Le polemiche prima di Sanremo? Niente di nuovo sotto il sole. Cosa sarebbe il Festival senza? Ma non c’è da agitarsi perché si tratta sempre di polemiche-lampo che muoiono sull’ultima nota del brano vincitore. Anzi chi organizza deve essere felice quando scoppia il caso, perché comunque vada crea attenzione. Negli ultimi anni era diventato fin troppo un Festival per educande. Personalmente penso che Baglioni possa dire quello che gli pare. Ma bisogna essere consapevoli che il tema dei migranti è molto divisivo. C’è molta tensione sull’argomento. E forse la conferenza stampa del Festival non era la sede adatta per affrontarlo»

 

Matteo Salvini

“A me piace Baglioni. Mio figlio mi dice che ascolto musica vecchia: Battisti, De Andrè, Vasco e Baglioni. Mi piace quando cantano, poi ogni cantante ha diritto di pensarla come vuole. Ma siccome è pagato dai cittadini italiani, da una rete pubblica per una iniziativa pubblica se evita di usare il microfono e il palco di Sanremo per fare comizi gli italiani gliene saranno grati”

 

Maurizio Gasparri

“Certo le sue posizioni sono note, si sa come la pensa anche per l’impegno proprio sul tema dell’immigrazione che avuto per tanti anni con O’ Scià, e mi auguro che i toni accesi, aggressivi sul web contro di lui cessino: quando qualcuno viene aggredito sui social mi dispiace sempre. Detto questo è vero che ciascuno dovrebbe dedicarsi soprattutto alla sua attività”

 

Giampaolo Rossi

“La Rai verifichi se ci sono conflitti di interesse generati dal rapporto che il direttore artistico del Festival di Sanremo ha con la sua casa discografica, che è la stessa cui appartiene una buona parte degli artisti selezionati. Il cittadino Baglioni ha diritto di manifestare tutte le opinioni che vuole, naturalmente. Parlare di immigrazione, però, mentre si presenta il festival della canzone italiana è del tutto fuori contesto, anche quando lo si fa in risposta a domande specifiche poste dai giornalisti”

 

Teresa De Santis

“Di sicuro, dicono le persone a lei vicine, l’ipotesi di un Baglioni Ter che l’artista aveva caldeggiato, cade miseramente nel vuoto: Baglioni addio all’Ariston, almeno finché ci sarà questa guida alla rete ammiraglia”

 

Giancarlo Magalli

«Un presentatore ha il diritto di avere delle opinioni come chiunque altro ma deve avere anche la delicatezza di esprimerle nei luoghi e nei momenti giusti. E forse la conferenza stampa del Festival di Sanremo non è il momento giusto per una dichiarazione politica. Io non lo farei, ecco. Però è legittimo, giusto e doveroso avere delle opinioni».

 

Adriano Arogozzini

«Claudio Baglioni è un grande artista universale. Lui può avere qualsiasi idea politica ma quando hai un incarico importante come quello di direttore artistico su una tv pubblica, non ti puoi permettere di fare dichiarazioni come quelle che lui ha fatto. Fossi stato il suo manager gli avrei consigliato di evitare di sfruttare i riflettori del Festival, che è per antonomasia l’evento che unisce, per dire la sua su un tema che divide».

 

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Come se non bastasse i giorni precedenti Claudio Baglioni era stato oggetto di altre critiche quali l’esclusione della canzone di Pierdavide Carone e Dear Jack scritta contro la pedofilia e Baglioni si arrampicato sugli specchi affermando in conferenza stampa la battuta “Errare è umano, perseverare è artistico”.

 

I gilet gialli francesi: alleanza con il M5S?

gilet gialli

La fine del 2018 rimarrà nella storia per la protesta dei Gilet Gialli, i cittadini che durante le manifestazioni in piazza e nelle strade francesi indossano dei Gilet Gialli per protestare contro il Governo del Premier Macron.

Le ultime novità di questo inizio 2019 è che il movimento cinque stelle ha dichiarato che si schiererà a favore dei dei gilet gialli. Una mossa che a primo impatto sembrerebbe spuntare dall’istinto e inesperienza del giovane Di Maio ma che in realtà se valutata con attenzione sembra proprio venire da un attenta analisi sulla decrescita del consenso popolare degli ultimi sondaggi, nei quali la Lega si prefigura sempre più come il partito con il maggiore consenso che a poco a poco sembra rosicare persino gli elettori del suo partito di coalizione.

Sebbene il movimento di protesta condivida le stesse linee di politica del M5S (a parte forse qualcosa sull’ambientalismo) non sembra simpatizzare molto dell’appoggio dei 5 stelle come affermato dal giornalista francese Jerome Gautheret che ha dichiarato alla trasmissione AROGA’ di rai3 che al momento ai francesi non interessa in alcun modo il sostegno di Luigi Di Maio e del Movimento Cinque Stelle perché i Gilet Gialli vogliono essere un movimento che parla solo dei francesi e alla Francia. E nonostante il Movimento abbia messo a disposizione la propria piattaforma Rousseau, con il quale il movimento vota alcune proposte di legge che andranno in parlamento, non sembra sortire alcun tipo di interesse ai cugini italiani.

Come lo stesso giornalista Jerome Gautheret ha dichiarato alla trasmissione Arogà di Rai3, i francesi al momento vogliono rimanere isolati dal resto della politica estera e vogliono risolvere i problemi da se. Inoltre il quotidiano francese l’Eliseo ha scritto che le parole di Di Maio sono solo a fini elettorali interno all’Italia, ma non di certo al presidente francese Macron. “Non vogliamo aggiungere polemiche alle polemiche, non commentiamo, non ne vale la pena”, questa, in sintesi, la reazione di una fonte dell’Eliseo.

A prendere le distanze da Luigi Di Maio c’è la senari pentastellata Elena Fattori, che è in rottura con alcuni temi tra cui quello decreto Sicurezza. Ma quali gilet gialli. Noi siamo un’altra cosa. Noi siamo stati e siamo francescani, quelli lì invece sono dei violenti. La nostra è stata una rivoluzione gentile”, ha detto in un’intervista al Corriere della Sera. “Noi del M5s non siamo mai stati consultati su questo tema che tra le altre cose è assai complesso” e “se Luigi la pensa così è liberissimo di farlo. Ma io non sono d’accordo“.

Il bilancio delle continue proteste – che anche all’inizio di quest’anno non si fermano – è abbastanza pesante: migliaia di blocchi, centinaia di feriti e 3 morti tra le varie manifestazioni dello scorso anno. A sostenere questa immensa manifestazione il governo francese ha posto sulle vie di Parigi ben 8mila agenti di polizia per assicurare l’ordine e che la protesta dei cittadini non sfoci in una vera e propria rivoluzione.

Per ricordare come è nato il movimento dei Gilet Gialli… il movimento è nato sul web e prende il nome dell’utilizzo simbolico di giubbotti catarifrangenti. E’ esploso a novembre 2018 come protesta all’aumento delle tasse su gasolio imposto dal governo Macron. L’aumento del carburante infatti ha penalizzato la popolazione rurale che è costretta a spostarsi quotidianamente. Questo ha aumentato ovviamente le diseguaglianza sociali.

Sugli altri fronti europei invece Dave Casaleggio si sta muovendo per creare un alleanza con i finlandesi, non a caso il figlio del cofondatore del Movimento Cinque Stelle a fine ottobre 2018 è stato in Finlandia per incontrare Hjallis Harkimo, uno dei più noti businessman del Paese e anche un deputato e fondatore di “Movimento Ora”, in finlandese “Liike Nyt”.

Per quanto riguarda la Polonia l’alleanza è con il rock man Pawel Kukiz mentre per la Croazia il leader di riferimento è Ivan Sincic. Infatti come lo stesso Di Maio ha affermato sul suo post di instagram, il M5S creerà alleanze con i seguenti leader politici citati come conferma la foto scattata con da Luigi DI Maio all’incontro con Bruxelles il 9 Gennaio 2019.

Carige…il salvataggio delle Banche… e la coerenza del Governo?

banca_carige
Il salvataggio delle banche provoca sempre diffidenza degli azionisti e dei risparmiatori nei confronti dello stato e della classe politica. In questo caso però sembra che non ci sia nessun conflitto di interesse, sopratutto da quanto dichiarato dal premier Conte.

La notizia di questi giorni di inizio anno 2019 è che il Governo ha stanziato dei soldi per il salvataggio della Banca Carige. I soldi per il salvataggio della banca sono ben 5 Miliardi, una cifra non indifferente se si pensa che i soldi stanziati per il reddito di cittadinanza annuo si aggira sui 9 Miliardi di euro, almeno da quanto dichiarato dal governo sui conti ufficiali della manovra di bilancio.

L’intervento per il salvataggio della banca ligure ha ovviamente suscitato una valanga di critiche da parte dei partiti politici dell’opposizione al Governo. Questo perché non solo l’intervento di Governo suscita perplessità di morale nei confronti dei risparmiatori e lavoratori – incentivando quindi alla speculazione rischiose delle banche affidandosi ai successivi salvataggi delle banche – ma perché l’intervento del Governo pone per la prima volta un ipocrisia sulla linea di azione di LEGA e M5S che hanno sempre ostacolato le politiche del vecchio governo (PD e FI) quando dovevano salvare le banche con debiti incolmabili, come quello della tanto dibattuta banca etruria.

La Banca Etruria infatti è stato oggetto di infinite critiche perché oltre ad essere stata salvata dalle politiche del Governo – prima fra tutti il PD – nella banca figuravano alcuni parenti della Boschi lasciando ipotizzare (e molto più…) un enorme conflitto di interessi, sopratutto se si pensa che il Padre di Maria Elena Boschi ricopriva niente meno che la carica di vicepresidente della banca stessa.

Renzi e la Boschi non hanno perso molto tempo a criticare l’intervento del Governo tenendoci ad affermare che quanto fatto da LEGA e M5S è uguale a quello fatto dal vecchio governo Renzi-Gentiloni. Inoltre hanno cercato di ribaltare le vecchie critiche sugli interventi salva banche dichiarandole ipocrite su quanto sta accadendo.

Certo, sebbene entrambi i governi abbiano in comune questo intervento del salva-banche, il salvataggio della banca etruria non ha niente a che vedere con l’azione di questo governo perché non c’è alcun conflitto di interesse. E sebbene negli ultimi giorni siano stati sollevati dubbi in merito e in particolar modo al fatto che il premier Giuseppe Conte siano stato molto vicino a Guido Alpa, che ha ricoperto la carica di cda nell’istituto bancario ligure, il presidente del Consiglio ha smentito qualsiasi tipo di conflitto di interessi precisando che il rapporto con Alpa non ha mai comportato alcuna collaborazione con lo il suo studio legale. Inoltre i dubbi sulla possibile consulenza con Raffaele Mincione (uno dei maggiori soci della banca Carige) è pressoché inesistente in quanto i due non si conoscono neanche.

Ad ogni modo l’intervento dell’attuale governo oltre ad non avere alcun tipo di conflitto di interesse è lontano anni luce dai numeri del vecchio governo Renzi perché, oltre all’eclatante caso della Banca Etruria, un altro eclatante caso di salvataggio banche che ha caratterizzato la linea politica del PD è quello della Banca del Monte dei Paschi di Siena sul quale il Governo Gentiloni ha dovuto stanziare la bellezza di 26 Miliardi di Euro, che coprivano però anche il salvataggio della banca popolare di Vicenza e Veneto Banca. Un vero e proprio buco nero per la banca senese che oltre a vedersi i finanziamenti nel 2017 ha avuto denaro anche dai governi precedenti, primo fra tutti il Governi Monti che dovette stanziare 3,9 Miliardi di Euro, cifra pari alle entrate che il governo ottenne tramite l’IMU.

Aldilà delle posizioni politiche la questione delle banche è una vera e propria spina nel fianco persino per un governo del genere che è vicino ai lavoratori e ai risparmiatori. Del resto l’idea di inserire nella manovra di bilancio il rimborso per i risparmiatori truffati dalle banche porta proprio la firma del movimento cinque stelle.

Il decreto legge `Misure urgenti a sostegno della Banca Carige´, firmato ieri (8 Gennaio) dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale.

Di Maio ha comunque tenuto a precisare, tramite un intervista al fatto quotidiano, che l’intervento non farà perdere soldi agli azionisti e ai correntisti disconoscendo ogni correlazione con i salvataggi del passato e sostenendo che il salvataggio corrisponde ad una nazionalizzazione della banca.