CARAPAZ sugella la maglia ROSA: GIRO al ciclista dell’Equador…

 

Tra i due contendenti (Nibali e Roglic) vince il terzo… CARAPAZ!

Probabilmente pochi all’inizio del Giro d’Italia avrebbero pensato che un certo Carapaz sarebbe riuscito a spodestare Vincenzo Nibali. Anche perché tra i possibili favoriti non è mai stato citato, nei dai corridori ne dai telecronisti che hanno spostato l’attenzione – sebbene questo ecuadoregno sia arrivato quarto allo scorso giro d’Italia – su Primoz Roglic. Non è un caso che Vincenzo Nibali abbia marcato strettissimo il corridore sloveno Roglic sulle prime salite delle alpi. Carapaz ha potuto quindi guadagnare senza alcun problema minuti preziosi sui due contendenti andando persino in fuga.

Alla terza settimana quanto il vantaggio si è consolidato in classifica generale non c’è stato terreno di scontro sul quale staccare Carapaz, anche perché quest’anno l’unico tappone degno di nota era il Gavia che è stato modificato miseramente il giorno stesso per inaccessibilità dovute alle condizioni meteo. Si è assistito quindi ad un vero e proprio gioco di controllo nel quale era fattibile soltanto rosicare pochi secondi.

Indubbiamente il giro di Nibali è stato molto generoso perché sia sul Mortirolo che sulla croce d’aune (l’ultima tappa) Nipali è apparso veramente in forma, scattando ripetutamente. D’altronde se non ci fosse il corridore Messinese probabilmente il giro d’Italia sarebbe una gara tutta straniera. Si fanno già i nomi di un suo possibile successore, sperando che sia all’altezza… Ciccone, che ha vinto due tappe quest’anno, è uno dei nomi più gettonati, anche se il suo carattere molto irascibile farebbe dubitare anche i più fiduciosi.

Oggi 2 Giugno si concluderà il Giro con una cronometro di 17 kilometri che arriverà all’arena di Verona, obiettivamente un po inusuale considerata la sua lunghezza perché non permetterà di cambiare la classifica, salvo posizioni con pochi secondi di scarto come le 3° e 4° posizione. In questo caso il gradino più basso del podio è ancora in bilico perché Roglic (4°) potrebbe guadagnare nella cronometro che è la sua specialità, sebbene abbia veramente pochi kilometri a disposizione.

Dalla cronometro nasce una altra considerazione: se gli organizzatori abbiano fatto scelte congeniali per rendere più avvincente questo giro d’Italia, che non è stato privo di emozioni ma che sicuramente poteva essere molto più bello e avvincente. L’ultima cronometro non da opportunità di ribaltare la classifica, salvo casi rari… le montagne non erano durissime e l’unica vetta infernale era il Gavia che è stata chiusa. Inoltre le altre montagne interessanti erano poste a molti kilometri dall’arrivo, consentendo un recupero non indifferente nelle discese, nelle quali quest’anno, con le condizioni atmosferiche pessime, non si poteva far differenza.

Ad ogni modo Grande Vincenzo!

 

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