La precisione in una goccia d’acqua…

la precisione in una goccia d'acqua
Disegno di Pawel Kuczynski

Oggi il clima sta trasformando il mondo e una goccia d’acqua assume un ruolo prezioso, perché la chirurgia e la precisione con le quali operiamo e agiamo sono di vitale importanza per il futuro del pianeta.

La goccia d’acqua è il simbolo della perfezione, dell’efficienza e dell’assenza di spreco delle risorse. E’ la forza con la quale agiamo senza rimpianti e senza errori in un mondo dove tutto sta mutando nella distruzione della mano dell’uomo.

– – –

Comunque eccovi alcuni dati sul cambiamento climatico:

Infatti dall’inizio della rivoluzione industriale, la concentrazione atmosferica dell’anidride carbonica è aumentata del 40% a causa del massiccio uso di combustibili fossili delle attività umane, la concentrazione del gas metano è cresciuta del 150% e la concentrazione del protossido di azoto è cresciuta del 20%.

I cambiamenti climatici in corso sono talmente veloci che mettono a rischio la capacità di adattamento degli esseri viventi

Il nuovo record raggiunto nel 2014 è stato di +1.45°C rispetto al trentennio 1971-2000 (fonte: ISAC-CNR)

E’ veramente incredibile pensare che alcuni potenti della terra come il Presidente USA Trump non faccia niente per i cambiamenti climatici. L’emblema di questa presa di posizione è l’uscita degli USA dagli accordi di Paridi (195 nazioni) del 2015.
Donald Trump è contro gli scienziati. Il Presidente degli Usa infatti in un’intervista al Washington Post ha dichiarato di non credere “ai cambiamenti climatici provocati dall’uomo”. Il commento arriva dopo un rapporto sull’inquinamento e le sue ripercussioni economiche stilato dagli scienziati di 13 agenzie federali statunitensi su commissione del Congresso

Il nostro talk show quotidiano si sta dissolvendo…

Talk Show
Disegno di Pawel Kuczynski

Una volta li chiamavano pettegolezzi, le comare invece le donne che facevano del chiacchiericcio il loro pane quotidiano. Oggi invece con i social e con la TV si è persa questa abitudine o forse non si accorge più di tutto ciò.

Sopratutto perché i social ci permettono di scovare qualsiasi cosa che possa soddisfare la nostra curiosità, compromettendo il nostro pregiudizio nell’interazione con il colloquio. Siamo succubi del fatto che i social possano compensare il nostro umano interesse nel dibattere qualsiasi argomento, anche il più banale.

Pensiamo di conoscere una persona perché abbiamo visto il suo profilo facebook su internet o perché abbiamo scovato alcune sue pagine social sul web. Certo 20 anni fa anche il passaparola sul conto di una persona era molto aleatorio ma quanto meno ci permetteva di confrontarci con la realtà perché oggi siamo inconsciamente convinti che facebook e compagnia bella possano rispecchiare totalmente la realtà… togliendoci la facoltà di scovare il lato umano di una persona senza pregiudizi.

Anche la TV fa del suo. Oggi con i talk show e i reality perdiamo il punto di vista quotidiano, isolandoci virtualmente. Anche i bar, che una volta erano la patria dei discorsi “paesani” (da bar appunto) si sono ridimensionati nella loro misura di chiacchiera. E’ un mondo che fa credere di trovare delle scorciatoie quando in realtà sono solo nostri disegni mentali virtuali.

NOMOFOBIA (“no-mobile-phone”-fobia)

angel

Lo smartphone è diventato il nostro oggetto inseparabile, forse anche più del portafogli, considerando che ormai alcune cose al supermercato si pagano persino con il cellulare.

Ed ecco che tra i nuovi neologismi c’è la parola nomofobia che sarebbe l’acronimo inglese di no-mobile-phone-fobia, cioè la paura di non avere più la connessione con internet o il telefono scarico.

Una fobia che ci isola del tutto dai contatti reali e umani che man mano si stanno sempre più perdendo… rimando dipendenti persino nel comunicare nelle situazioni sentimentali.

Addirittura la nomofobia ci costringe a tenere il cellulare acceso anche di notte, con ripercussioni anche sulla nostra salute fisica oltre che mentale. I dati più significativi si registrano nello stato mentale nel quale si perdono la concetrazione e l’attenzione mentre svolgiamo mansioni di qualsiasi tipo.

La dipendenza dallo smartphone è seconda sola a quella dell’hashish.

Lo studio ha rilevato che quasi il 53 % degli utenti di telefono cellulare in Gran Bretagna tendono a mostrare uno stato ansioso quando “perdono il loro cellulare, esauriscono la batteria o il credito residuo o non hanno copertura di rete”. Lo studio ha rilevato che circa il 58 per cento degli uomini e il 48 per cento delle donne soffrono di questa fobia, e che un altro 9 per cento è stressato quando il cellulare è fuori uso.
Lo studio ha esaminato 2.163 persone: il 55 per cento degli esaminati citavano il bisogno di tenersi in contatto con amici e familiari come causa principale dello stato ansioso che li assale quando non possono usare il cellulare. Esso ha inoltre rilevato che i livelli di stress indotto mediamente dalla nomofobia sono paragonabili a quelli indotti dalla “tremarella del giorno delle nozze” o a quelli di quando si va dal dentista. Il dieci per cento degli intervistati ha detto di avere necessità di essere rintracciabile in ogni momento per motivi di lavoro.