Facebook has tested the elimination of the number of likes

like

Most likely a huge news will come for facebook: the elimination of the number of likes, so it will no longer be possible to see the number of likes unless clicking on the post.

This novelty has already been applied to the other Zuckerberg social media: instagram! And it brought great changes because the likes were the first indicative data to know the popularity of a profile.

This novelty is part of a Mark Zuckerberg philosophy project to remove the stress and emotion that brings the number of likes on the social media. The company has not declared any further information and is still not sure what the platform will reserve for its users.

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ZOMBIEING l’ultimo trend dei social dopo Ghosting, Benching, BreadCrumbing, …

 

Zombing
Disegno di Pawel Kuczynski

Nel 2019 il mondo è completamente integrato con i social e anche noi probabilmente lo siamo, sperando ovviamente sempre di essere integrati con il mondo reale. Il sintomo più eclatante della nostra simbiosi con i social sono i cambiamenti delle loro funzioni, delle loro grafiche: quando ci accorgiamo di essi ci mandano spesso in tilt o comunque in una lieve malinconia quando la loro comparsa interrompe la praticità del nostro utilizzo quotidiano.

Ma i social hanno definito dei veri e propri comportamenti che hanno preso una terminologia precisa da qualche anno: BENCHING, BREADCRUMBING, GHOSTING E ZOMBIEING

zombie

L’ultimo di questi comportamenti è proprio lo ZOMBIEING. Come potrebbe far intuire il termine stesso – la resurrezione dal mondo dei morti – è riapparire dopo essere scomparsi in seguito a un periodo di frequentazione. Molti esperti lo categorizzano anche come trend perché il comportamento assume un ruolo di massa.

ghost

E’ evidente che lo ZOMBIENG è l’evoluzione del GHOSTING cioè la scomparsa totale e senza spiegazione dopo relazioni che vanno da pochi mesi a persino anni. E’ un modo conveniente per andarsene senza lasciare spiegazione e affrontare il partner.

 

 

 

Lo psicologo Bill Levkof ha spiegato la sua posizione su Business Insider, sottolineando come non ci sia da aspettarci molto da qualcuno con cui si ha avuto principalmente una relazione virtuale, e anche saltuaria, fatta principalmente di messaggi inviati magari nel corso della notte.

Il concetto di persone che si connettono e scompaiono non è nuovo”, continua Levkoff. “È solo che tempo fa sarebbe stato più difficile accorgersi di qualcuno che non ci vuole più”. Oggi invece basta osservare le spunte di Whatsapp per capire che l’altro non ha più intenzione di farsi sentire.

Questi nomi sono stati coniati da quella che viene definita la generazione dei Millenial (chiamata anche genrazione Y) per identificare delle vere e proprie categorie sulla nostra seconda vita che creiamo con i social.

Sebbene questi termini identifichino categorie precise, di un mondo che imperversa nelle nostre vite quotidiane, facendoci credere di stare meglio o di vivere i rapporti in maniera più immediata, la realtà è che i social di illudono più di quanto non crediamo o pensiamo.

Spesso i social sono tristi perché siamo succubi delle dinamiche e dei tempi del sistema, smaniosi e ossessivi di attendere una risposta, di controllare lo stato, la storia, o addirittura l’ora dell’ultima connessione online. La cosa più triste è quando un messaggio riesce a colmare il contatto diretto con la persona, perdendo l”esigenza di incontrarla, sebbene comunque il social rimane uno strumento con il quale rimanere in contatto, anche nei momenti di necessità e senza i quali molte cose sarebbero impossibili.

Non finisce qui perché i social non ci permettono mai di staccarci con una persona con la quale spesso condividiamo foto, post, etc… e i ricordi affiorano di continuo alimentando un vera e propria mappa cognitiva dei nostri pensieri che preclude in maniera quasi irrimediabile le nostre azioni quotidiane, anche a livello inconscio e quindi molte persone ne sono anche inconsapevoli.

Altri termini da tenere in considerazione, oltre a quelli già citati, sono i seguenti:

BENCHING (stare in panchina)

bench

Identificano coloro che non sono totalmente convinte di una persona, la si tiene lì a in sospeso, perché non si ha la forza di prendere una decisione o di staccarsene totalmente. Chi è vittima di benching equivale al piano B della persona che ci sta tenendo in sospeso. Il Benching non va confuso con chi invece sta avendo un rapporto che sta prendendo piene.

BREADCRUMBING (fare come Pollicino)

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Alimentare una relazione con messaggi o interazioni social saltuariamente per non essere completamente fuori dal mondo di qualcuno. Si decide di lasciare una finestra aperta, creando false illusioni nell’altra persona. Un atteggiamento disonesto, egoistico e poco sano, peggiore del ghosting.

STANCHING

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Quando nonostante due si stiano frequentando da un po’ di tempo, uno di loro continui a non presentare l’altr* al suo gruppo di amici, o alla sua famiglia, a non taggarl* nei post e non interagire sui social media pubblicamente con lui o lei. Segue insomma il metodo del “non rovinarsi la piazza”.

 

CUFFING E UNCUFFING

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Ci sono comportamenti pseudo-patologici denominati cuffing, cioè trovarsi una compagnia a cui incollarsi durante i mesi invernali – o ammanettarsi, come suggerisce la terminologia anglofona – e relativo uncuffing primaverile.