Le Primarie 2019 del PD: vince Nicola Zingaretti…

Zingaretti
Nicola Zingaretti (Fratello del noto attore di Montalbano) attuale Presidente della Regione Lazio vince le Primarie del PD (Partito Democratico) del 3 Marzo, diventando il nuovo segretario.

Le primarie 2019 del Partito Democratico danno la vittoria a NICOLA Zingaretti, attuale Presidente della Regione Lazio. Le votazioni del PD del 3 Marzo danno quindi il titolo di Segretario nonché leader del partito di Sinistra.

Se qualcuno avesse dei dubbi sulla possibile vittoria del politico romano, nonché fratello del famoso LUCA Zingaretti, attore di Montalbano, si deve rincredere non poco.

Gli altri due candidati sin da subito non sono apparsi all’altezza, sia per le proposte che per i ruoli ricoperti. Giacchetti era il candidato perdente delle amministrative comunali del 2016 mentre Martina è stato il “rimpiazzo” del dopo Renzi dopo il burrascoso periodo del referendum e sopratutto della sconfitta delle elezioni del 4 Marzo dello scorso anno.

Sebbene Nicola Zingaretti sia un possibile leader di rilancio della segreteria del Partito, la situazione per il partito di Sinistra appare piuttosto complicata, sopratutto in previsione delle elezioni europee del 2019, che danno in netto vantaggio la Lega e subito a seguire il M5S su tutti gli altri partiti: FI, Fratelli d’Italia, PD etc…

Aldilà delle speranze riposte in Zingaretti, sia come presidente della regione Lazio che come segretario del PD e quindi come leader di un alternativa alla Lega e al M5S, l’analisi sul suo lavoro politico, sopratutto da commissario straordinario alla sanità (eletto nel 2013) non promette niente di buono: il servizio pubblico sia stato sistematicamente depauperato, a tutto vantaggio di strutture private (e in particolare cattoliche). Il modello Formigoni applicato nel Lazio. Per la sanità pubblica esistono solo razionalizzazione e tagli di spesa, mentre per quella convenzionata (cattolica) denaro a pioggia, senza limiti.

Per ulteriori approfondimenti:

http://temi.repubblica.it/micromega-online/sanita-modello-zingaretti/

 

La politica USA di TRUMP: tra muro messicano, dubbi russi ed shoutdown.

usa

Con l’inizio del 2019 il governo TRUMP supera i 22 giorni di pausa delle attività federali, battendo il vecchio record del 1996 del governo CLINTON.

L’inattività del governo è quello che viene denominato shutdown ovvero chiusura. La causa è il braccio di ferro con i Democratici per i fondi per la costruzione del muro con il Messico.

Questa inattività ha portato a paralizzare l’attività governativa della Nazione nella quale 800 mila lavoratori sono senza stipendio dei quali più della meta costretto a lavorare lo stesso.

Una situazione non rosea per gli STATI UNITI che vedono una caduta di Donald Trump nei sondaggi.

Addirittura la prova più evidente dello shutdown è l’accoglienza che ha riservato il presidente americano ai giocatori di football dei Clemson con il cibo fast food al posto del buffet ma offerto di persona da Trump.

La costruzione del muro con il Messico aveva creato molte perplessità già prima del periodo a cavallo tra la fine del 2018 e il 2019. Il presidente americano aveva annunciato la costruzione (o meglio l’estensione del pezzo già esistente) già nel 2017 appena dopo la vittoria delle elezioni nel novembre del 2016. Qui il paradosso è alquanto palese perché il muro è già parzialmente esistente dalla costruzione del 1994 quando Bill Clinton con il suo partito Democratico ne ordinò la costruzione e fu estesa nel 2006 con l’approvazione del Secure Fence Act, firmato da George W. Bush, e votato anche da 25 senatori democratici, tra cui Hillary Clinton e Barack Obama.

Probabilmente la voce alta di TRUMP non piace a molti, che sin dall’inizio del suo mandato ha messo in chiaro la sua linea politica affermando un azione per la diminuzione dei migranti dal Messico, l’unico paese (oltre al blindato Canada) che porta persone clandestine di tutte le etnie e di tutte le nazionalità del mondo che incentiva inevitabilmente anche il Terrorismo, un tema che sta a cuore all’attuale presidente e magnate americano.

Non è un caso che un altro punto sulla questione di dibattito politico dei Repubblicani è l’ingresso delle persone dai paesi islamici: Iran, Iraq, Iran, Yemen, Siria, Somalia, Sudan e Libia. L’obiettivo è quello di  generale controllo più severo dei permessi di soggiorno, test più restrittivi sui candidati alla permanenza negli Stati Uniti e la chiusura dei programmi di accoglienza per i rifugiati. In sintesi Trump limiterebbe la quota a 50mila (rispetto a 110mila di Obama) stando a quanto rivelerebbe il Wall Street Journal.

La barriera è fatta di lamiera metallica sagomata, alta dai due ai quattro metri, e si snoda per chilometri lungo la frontiera tra Tijuana e San Diego. Il muro è dotato di illuminazione ad altissima intensità, di una rete di sensori elettronici e di strumentazione per la visione notturna, connessi via radio alla polizia di frontiera statunitense, oltre ad un sistema di vigilanza permanente effettuato con veicoli ed elicotteri armati. Altri tratti di barriera si trovano in Arizona, Nuovo Messico e Texas.

Nelle ultime ore Trump ha richiamato i democratici: “Tornino a Washington a lavorare per mettere fine alla terribile crisi umanitaria al confine con il Messico”. “Io sono alla Casa Bianca, i democratici sono in giro, anche e vedere musical”. Trump si riferisce direttamente alla speaker Nancy Pelosi, che si trova a Puerto Rico dove va in scena la prima del popolare musical ‘Hamilton’. ‘Servirebbero quindici minuti per un accordo sul muro se “i democratici si sedessero al tavolo” a trattare.

Come se non bastasse gli ultimi timori messicani per Donald Trump arrivano da Julian Castro (messicano di origine ma americanissimo essendo nato in texas) che si è candidato come presidente degli Stati Uniti. Il 44enne texano fa parte del partito democratico e può essere una spina nel fianco per le future ricandidature per le elezioni di presidenza.

«Quando mia nonna è arrivata qui, circa cento anni fa, sono sicuro che non avrebbe mai potuto neanche immaginare che, soltanto due generazioni più tardi, uno dei suoi nipoti avrebbe servito il proprio Paese come membro del Congresso degli Stati Uniti mentre assieme a tutti quanti voi pronunciava queste parole: “sono candidato come presidente degli Stati Uniti d’America!».

Dichiarazione che fa presagire quanto meno un briciolo di possibilità alla presidenza sebbene lo scenario è tutto da definire

 

I problemi non finiscono qui per Trump, che vede arrivarsi di continuo polemiche e accuse sulle questioni delle (ipotetiche) “amicizie” con i russi. Il Presidente americano ha dovuto smentire persino alle accuse del vecchio direttore del FBI James Comey, secondo le quali TRUMP avrebbe lavorato per la Russia persino come agente segreto. Una accusa pesantissima che rasenta persino l’inverosimile tant’è che lo stesso TRUMP ha dichiarato che si tratta di accuse senza recedenti che lo hanno costretto a licenziare Comey ed a nominare un nuovo direttore nel maggio del 2017. Le argomentazioni dell’accusa del vecchio direttore dell’FBI erano ignote fino ad oggi.

Trump avrebbe licenziato Comey per nascondere le conversazioni private avvenute con il presidente russo Vladimir Putin sulle interferenze di una leggittima elezione conclusasi con il successo nel novembre del 2016. Secondo Rudolph Giuliani, avvocato di Trump, se in tutti questi mesi non è uscito niente significa che l’FBI non ha scoperto nulla di compromettente.

Rigurado le politiche estere gli Stati uniti d’America si preparano ad una “guerra fredda” contro la Cina e (probabilmente) contro la Russia riguardo le rotte commerciali e marittime nell’artico. Infatti il riscaldamento globale ha portato lo scioglimento dei ghiacciai che ha permesso e permetterà di navigare su rotte che in precedenza erano completamente impossibili da percorrere. La Cina che si è dichiarata “potenza quasi artica” e creerà una “Via della seta polare” e permetterà alla sua flotta di operare liberamente nella regione. La Russia invece, per motivi sopratutto geografici è sempre stata interessata alle rotte marine artiche oltre all’interesse di mantenere le basi militari. Sicuramente nella guerra fredda la Cina è la Nazione più coinvolta con gli Stati Uniti sopratutto per altre questioni ben note come i dazi sul commercio e l’azienda HUAWEI, una dei maggiori produttori di Smartphone al mondo.

Sui dazi la questione è stata molta tesa nel 2018 ma in questi primi giorni del 2019 si è avuto uno spiraglio di pace grazie anche all’incontro del 1° Dicembre 2018 tra Donald Trump e Xi Jinping, a margine del G20 di Buenos Aires. Tramite una telefonata tra il vicepremier cinese Liu, il segretario Usa al Tesoro e il rappresentante del commercio americano Robert Lighthizer, la Cina ha annunciato che ridurrà i dazi sulle auto americane importate dal 40% al 15%. Un passo da gigante se si pensa alle tensioni del 2018 che ha scatenato ripercussioni anche sull’economia e sui mercati europei tanto che il 25 luglio 2018 si è tenuto un incontro tra Donald Trump e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker per la tregua alla guerra sui dazi.

La politica degli U.S.A. è nota a tutti già dalle elezioni del 2016 quando TRUMP propagandò l’AMERICAN FIRST ovvero l’azione governativa di dare priorità ai prodotti americani facendo pagare così dazi sui prodotti in importazione dall’estero. Nel Marzo 2018 il Presidente Americano firmò una legge con la quale istituì dei dazi sull’importazione di alcuni materiali come l’alluminio e l’acciaio.

L’ultima notizia che ci giunge dal continente americano è che TRUMP ha rafforzato lo scudo anti-missili per proteggere la propria nazione da possibili attacchi dei nemici. Anche se al momento non c’è alcuna decisione concreta il presidente americano ha tenuto a precisare che si sarebbero i presupposti per avviare un azione del genere.

Per concludere, oltre al blocco delle attività federali, giudice federale della California ha bloccato almeno temporaneamente l’entrata in vigore delle nuovo norme volute dal presidente americano Donald Trump in base alle quali i datori di lavoro possono decidere di non offrire gratuitamente alle donne anticoncezionali. La norma sarebbe dovuta entrare in vigore lunedì in 13 Stati e a Washington.

 

 

Carige…il salvataggio delle Banche… e la coerenza del Governo?

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Il salvataggio delle banche provoca sempre diffidenza degli azionisti e dei risparmiatori nei confronti dello stato e della classe politica. In questo caso però sembra che non ci sia nessun conflitto di interesse, sopratutto da quanto dichiarato dal premier Conte.

La notizia di questi giorni di inizio anno 2019 è che il Governo ha stanziato dei soldi per il salvataggio della Banca Carige. I soldi per il salvataggio della banca sono ben 5 Miliardi, una cifra non indifferente se si pensa che i soldi stanziati per il reddito di cittadinanza annuo si aggira sui 9 Miliardi di euro, almeno da quanto dichiarato dal governo sui conti ufficiali della manovra di bilancio.

L’intervento per il salvataggio della banca ligure ha ovviamente suscitato una valanga di critiche da parte dei partiti politici dell’opposizione al Governo. Questo perché non solo l’intervento di Governo suscita perplessità di morale nei confronti dei risparmiatori e lavoratori – incentivando quindi alla speculazione rischiose delle banche affidandosi ai successivi salvataggi delle banche – ma perché l’intervento del Governo pone per la prima volta un ipocrisia sulla linea di azione di LEGA e M5S che hanno sempre ostacolato le politiche del vecchio governo (PD e FI) quando dovevano salvare le banche con debiti incolmabili, come quello della tanto dibattuta banca etruria.

La Banca Etruria infatti è stato oggetto di infinite critiche perché oltre ad essere stata salvata dalle politiche del Governo – prima fra tutti il PD – nella banca figuravano alcuni parenti della Boschi lasciando ipotizzare (e molto più…) un enorme conflitto di interessi, sopratutto se si pensa che il Padre di Maria Elena Boschi ricopriva niente meno che la carica di vicepresidente della banca stessa.

Renzi e la Boschi non hanno perso molto tempo a criticare l’intervento del Governo tenendoci ad affermare che quanto fatto da LEGA e M5S è uguale a quello fatto dal vecchio governo Renzi-Gentiloni. Inoltre hanno cercato di ribaltare le vecchie critiche sugli interventi salva banche dichiarandole ipocrite su quanto sta accadendo.

Certo, sebbene entrambi i governi abbiano in comune questo intervento del salva-banche, il salvataggio della banca etruria non ha niente a che vedere con l’azione di questo governo perché non c’è alcun conflitto di interesse. E sebbene negli ultimi giorni siano stati sollevati dubbi in merito e in particolar modo al fatto che il premier Giuseppe Conte siano stato molto vicino a Guido Alpa, che ha ricoperto la carica di cda nell’istituto bancario ligure, il presidente del Consiglio ha smentito qualsiasi tipo di conflitto di interessi precisando che il rapporto con Alpa non ha mai comportato alcuna collaborazione con lo il suo studio legale. Inoltre i dubbi sulla possibile consulenza con Raffaele Mincione (uno dei maggiori soci della banca Carige) è pressoché inesistente in quanto i due non si conoscono neanche.

Ad ogni modo l’intervento dell’attuale governo oltre ad non avere alcun tipo di conflitto di interesse è lontano anni luce dai numeri del vecchio governo Renzi perché, oltre all’eclatante caso della Banca Etruria, un altro eclatante caso di salvataggio banche che ha caratterizzato la linea politica del PD è quello della Banca del Monte dei Paschi di Siena sul quale il Governo Gentiloni ha dovuto stanziare la bellezza di 26 Miliardi di Euro, che coprivano però anche il salvataggio della banca popolare di Vicenza e Veneto Banca. Un vero e proprio buco nero per la banca senese che oltre a vedersi i finanziamenti nel 2017 ha avuto denaro anche dai governi precedenti, primo fra tutti il Governi Monti che dovette stanziare 3,9 Miliardi di Euro, cifra pari alle entrate che il governo ottenne tramite l’IMU.

Aldilà delle posizioni politiche la questione delle banche è una vera e propria spina nel fianco persino per un governo del genere che è vicino ai lavoratori e ai risparmiatori. Del resto l’idea di inserire nella manovra di bilancio il rimborso per i risparmiatori truffati dalle banche porta proprio la firma del movimento cinque stelle.

Il decreto legge `Misure urgenti a sostegno della Banca Carige´, firmato ieri (8 Gennaio) dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale.

Di Maio ha comunque tenuto a precisare, tramite un intervista al fatto quotidiano, che l’intervento non farà perdere soldi agli azionisti e ai correntisti disconoscendo ogni correlazione con i salvataggi del passato e sostenendo che il salvataggio corrisponde ad una nazionalizzazione della banca.

L’idiozia del fascistometro della scrittrice Michela Murgia.

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Michela Murgia (l’Espresso) ha ideato il fascistometro per valutare il livello di fascismo del proprio ideale politico

 

Michela Murgia, scrittrice dell’espresso lancia una nuovo sondaggio con il quale valutare il proprio livello di fascismo. Una trovata che in molti ha destato perplessità nel bene e nel male.

Di recente la scrittrice è stata ospite della trasmissione DiMartedì di Giovanni Floris, dove ha esposto per una buona mezz’ora tutte le sue teorie sul fascismo e la sua visione dell’attuale governo…

Inutile dire che il giornale l’espresso – che tra l’altro è stato già oggetto di dibattito per il rischio di chiusura per le scarse copie vendute (oltre che probabilmente alla qualità degli articoli) – è di sinistra.

Molti altri quotidiani hanno criticato questa trovata bizzarra, oltre ai volti noti della TV come Vittorio Sgarbi che in diretta TV hanno provato a fare il fascistometro non trovandosi d’accordo con i propri ideali politici.

L’ennesimo autogol della sinistra che non trova figure da mandare, per così dire, in avanscoperta, sopratutto in un periodo dove i partiti che hanno la maggioranza (lega e m5S) sono ancora in luna di miele con il proprio elettorato.

ISAT: terzo trimestre 2018 con PIL a zero: possibile?

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L’istat afferma che il PIL del terzo trimestre 2018 è a zero… manco se il governo si fosse messo d’impegno a fare male sarebbe riuscito in un impresa del genere…

Secondo l’ISTAT la crescita del paese (Prodotto interno lordo, PIL) si sarebbe interrotta nel terzo trimestre dell’anno, segnando un clamoroso zero.

Ora, per quanto si possa avere fiducia nell’ISTAT, che è l’istituto nazionale di statistica, verrebbero i dubbi persino al più interressato di parte.

Perchè al mese di Agosto (sul quale si fa la media a metà del terzo trimestre) sarebbero trascorsi soltanto due mesi di Governo, e resta difficile immaginare come il Governo abbia potuto combinare un arresto del genere senza per altro neanche realizzare una voce della manovra che viene definita da molti come un periocolo dell’economia del paese.

Trump vuole abolire lo IUS SOLI e il PD e la sinitra italiana che lo vogliono adottarlo…

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In una recente intervista il presidente americano ha annunciato di voler porre termine allo ius soli secondo il quale qualunque bambino nato su territorio americano diventa di fatto cittadino americano.

Lo IUS SOLI è una condizione giuridica (di principio internazionale comune) che impone che ogni bambino prende la cittandinanza del luogo in cui è nato.

La legge attuale deli Stati Uniti d’America deriva da un’interpretazione del 14° emendamento che recita: «Tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti e soggette alla loro giurisdizione sono cittadini degli Stati Uniti e dello Stato in cui risiedono».

Trump, secondo quanto dichiarato in una recente intervista, vorrebbe eliminare lo IUS SOLI perchè la definisce una condizione ridicola ed oggi è abusata. In effetti sono pochi gli stati al mondo oltre agli Stati Uniti ad adottare questo tipo di diritto.

Trump vorrebbe eliminare lo IUS SOLI per evitare che entrino immigrati nel paese provenienti dall’America Centrale e in particolar modo dal Messico, sul quale il presidente Americano si è scagliato più volte dicendo di alzare i muri.

Se l’America sta provvedendo all’eliminazione dello IUS SOLI (che è un caso raro quanto unico al mondo) il PD e la sinistra hanno ricominciato a parlarne per proporlo in parlamanento proprio in un periodo bollete in cui riecheggia ancora la tragedia di Desiree, nella quale i migranti o la politica di immigrazione viene vista sicuramente come un fardello per l’Italia.

In particolar modo il partito che si è proposto per la discussione alla camera è LEU (LIBERI E UGUALI) che ha come prima firmataria Laura Boldrini.

L’Unione Europea boccia la manovra economica dell’Italia: 3 settimane di tempo per riformularla.

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Pierrè Moscovici (presidente della commissione europea degli affari economici) ha definito la manovra economica non in linea con i parametri dell’unione Europea!

L’Unione Europea ha bocciato la manovra economica dell’Italia. Una bocciatura prevedibile considerando le parole di Pierrè Moscovicidel, Presidente della Commissione Europea degli affari economici degli ultimi giorni, rilasciate proprio a televisioni italiane e trasmesse in esclusiva da alcuni emittenti.

Ora l’Italia avrà 3 settimane di tempo per riformularla e presentarla all’unione europea.

Aldilà delle motivazioni più o meno economiche che hanno portato alla bocciatura, le anomalie sono molte considerando che la Francia ha sforato i parametri UE per ben 9 anni consecutivi. Una posizione quella della Francia del tutto privilegiata considerando che il presidente del parlamento europeo Junker ha detto che la Francia può sforare perché è la Francia… come se noi fossimo l’ultimo paese in una classifica in cui la Francia è prima.

Quella della bocciatura è una manovra che si gioca anche sui ruoli e sui pesi politici che gioca l’Europa sull’Italia e sul continente. Infatti l’Europa dall’inizio di questo governo è stata più volte messa in discussione sopratutto da Salvini, prima ancora di presentare la manovra economica. Le risposte dei parlamentari europei alle politiche anti-europeiste dei nostri politici sono che nella nostra penisola si incentiva a far crescere nuovi piccoli Mussolini. Quindi il timore non sarebbe solo quello economico ma anche di autorità di un Paese che vuole staccarsi dei vincoli europei.

L’emarginazione di Grillo dal Movimento5S dopo le polemiche sulle accuse al Presidente della Repubblica e le offese agli autistici.

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Beppe Grillo mentre tiene un suo spettacolo a Roma nel Circo Massimo (italia5stelle) cercando di abbattere i poteri forti del Presidente della Repubblica. E’ stato accusato inoltre di offesa nei confronti degli autistici

Il 20 e il 21 Ottobre si è svolto a Roma nel Circo Massimo la manifestazione Italia a 5Stelle, dove il Movimento 5 Stelle ha festeggiato i numerosi traguardi ottenuti in questi primi mesi di governo. Tra gli ospiti dell’evento c’era anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la sindaca di Roma Virginia Raggi, oltre ovviamente al vice premier Luigi Di Maio.

La manifestazione si è svolta regolarmente e con grande successo considerando i numerosi sostenitori del Movimento. Ma ciò che ha predominato nei media di tutta Italia sono state alcune offese fatte in un discorso sull’incapacità di comprendere dei ragionamenti in cui sono stati tirati in ballo gli autistici generalizzandoli nelle malattie del secolo odierno.

Beppe Grillo si è scagliato inoltre contro i poteri forti del Presidente della Repubblica, cercando un sistema per mutare l’attuale sistema.

Sebbene Grillo sia stato sempre supportato nelle sue uscite più brutali, questa volta è stato “scaricato” dal Movimento che probabilmente ha deciso di tenere una linea più sobria e mediatica rispetto a quella che l’aveva contraddistinta negli anni precedenti, accaparrandosi all’epoca i consensi di coloro che si ribellavano al sistema. Una scelta quella del Movimento anche in considerazione del momento delicato che sta attraversando, tra la manovra economia più volta bocciata dall’Europa e alcuni incomprensioni con la Lega sui misteri di una manina che avrebbe manomesso il decreto fiscale passato alla camera.

Benigni ora vuole rubare anche i sogni dei bambini!

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Roberto Benigni ruba i sogni dei bambini affermando che loro sognano un europa unita

Negli ultimi giorni sono intervenuti molti personaggi dello spettacolo contro la manovra economica di questo governo, sostenendo che un paese che fa alzare lo spread è grave. Tra questi personaggi spiccano Piero Angela e Roberto Benigni.

Benigni in particolare ha affermato:

“Il sogno dell’Europa unita è l’unico sogno che si può dare ad un bambino che nasce ora…”

come se lui avesse le facoltà divine di sapere i sogni dei bambini. Solo Dio può sapere i sogni dei bambini.

Una cosa abominevole che detta da un signore che ha vinto un oscar risulta a dir poco allucinante.

 

OGGI E’ SAN FRANCESCO D’ASSISI ed intanto il silenzio disarmante della Chiesa e di PAPA Francesco: …sul dominio dell’Europa dei banchieri sullo spread.

Papa Francesco
Oggi è San Francesco d’Assisi – Dio non voglia che si debba sconfiggere la povertà con il solo motto evangelico: “Non si vive di solo pane…”

Basta poco per far salire lo spread: basta che qualcuno dell’unione europea o della banca centrale parli e subito l’indice dello spread si impenna e/o anche l’indice della borsa è a ribasso.

E’ una catena che blocca l’Italia in qualsiasi manovra che porti un cambiamento… La Francia e gli altri paesi europei riescono a fare manovre sforando con il deficit e l’Italia invece è ancorata ai timori di ripercussioni economiche. E’ qualcosa di unico al mondo. E’ incredibile che una manovra che dovrebbe ridare dignità al paese e ai poveri (che ormai sono più di 6 milioni) non riesca a trovare il consenso di banchieri, investitori e ovviamente dei membri dell’unione europea.

Lo spread è diventato un termometro che viene visto per interesse, curiosità, propaganda, pubblicità…etc.

Ma la chiesa non fa nulla… anzi è in totale silenzio a differenza degli anni passati quando prendeva la voce per dare consigli anche di parte.

Oggi è San Francesco e si spera di non sconfiggere la fame con il solo motto evangelico “Non si vive di solo Pane”

Perché di Santi che riescono a vivere nella povertà se ne contano sul palmo della palmo!