Festival di Sanremo 2019: … un comizio politico!

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Se pensate che il 69 festival di di Sanremo sia come al solito il grande spettacolo di musica italiana dell’anno vi state sbagliando. Quest’anno Claudio Baglioni – probabilmente forte dell’esperienza di presentatore dell’anno precedente – ha voluto cimentarsi in un vero e proprio comizio politico (come ha dichiarato la stessa direttrice di RAI1 Teresa De Santis) nel quale molti personaggi dello spettacolo hanno preso posizione (anche a favore…) nei confronti del cantautore romano: Claudio Bisio, Toni Renis, Renzo Arbore, Giancarlo Magalli, Peppino di Capri, Fiorella Mannioia, Matteo Renzi e chi più be ha più ne metta…

Claudio Baglioni durante la conferenza stampa del 9 Gennaio, in risposta a chi gli chiedeva cosa pensasse degli sbarchi e dei migranti, ha risposto che fino ad ora la gestione politica dell’immigrazione è stato un disastro culturale che ha portato il paese ad incattivirsi non attuando politiche all’altezza. Parole che hanno scatenato il putiferio nel mondo dello spettacolo.

Probabilmente è difficile trovare un precedente nelle vecchie edizioni del Festival di Sanremo con polemiche ancora prima inizi il festival vero e proprio.

Sebbene Claudio Baglioni abbia risposto ad una domanda di un giornalista alla conferenza stampa pre-festival, la dichiarazione è stata comunque devastante e per un direttore artistico nonché presentatore è naturale aspettarsi una certa sobrietà visto e considerato che un evento artistico e culturale di questo calibro può influenzare la popolazione con logica senza cognizione.

Come se non bastasse negli ultimi giorni il quotidiano LaVerità ha scritto che l’espulsione della canzone dei New Trolls “PORTE APERTE” è dovuta ad un apparente sostegno alla politica contro la migrazione. Infatti Baglioni non si è nemmeno degnato di avvisare la storica Band che ha criticato apertamente il comportamento del direttore artistico.

Personaggi in risposta alle dichiarazioni di Baglioni sui Migranti:

Matteo Renzi

«Attaccare Baglioni e Sanremo dimostra che chi sta al governo ha davvero perso il senso del limite. Salvini, anziché stare buono e zitto, ha attaccato Baglioni perché gli serve avere un nemico, questa è l’Italia incattivita, attaccare qualcuno e sempre. Datti una calmata e lascia che gli italiani possano godersi Sanremo: fuori la politica da Sanremo! Al Bano sì se va al Viminale e Baglioni no? Abbiamo perso lucidità. C’è libertà di espressione. Giù le mani da Sanremo, l’Italia dei cattivi non avrà la meglio».

 

Renzo Arbore

«Condivido la grazia con cui Baglioni ha detto quello che pensava, rispondendo a una semplice domanda, rifiutandosi di fare il pesce in barile. Nel Paese la politica è sempre stata ossessionata dalla volontà di controllo della televisione. Non so più quanti direttori ho visto passare, persone che non avevano la minima idea di cosa sarebbero andati a fare; qualcuno riusciva a imparare e quando aveva imparato veniva mandato via perché era cambiato il governo».

 

Nicola Zingaretti

«Claudio Baglioni ha il diritto di parlare. La storia che racconta è vera, la cultura deve descrivere l’Italia e la nostra società, con i suoi problemi e le sue aspirazioni. Un abbraccio a Claudio Baglioni, grandissimo artista italiano».

 

Marcello Foa

«Sono troppo rispettoso del mio ruolo istituzionale per intervenire. Ricopro un ruolo di garanzia, di pluralismo e di autorevolezza della Rai e a questo ruolo intendo attenermi scrupolosamente. Per scelta non partecipo alle polemiche e, anzi, ritengo che il mio scopo sia quello di permettere alla Rai di lavorare serenamente e in maniera proficua».

 

Alessandro Di Battista

“Ha fatto benissimo a dire quello che pensa. Poi a me Baglioni è sempre piaciuto”.

 

Claudio Bisio

“Rispetto a ciò che ha detto in conferenza stampa sul tema dei migranti sono d’accordo con Claudio Baglioni. Come potrebbe essere altrimenti ? Mi è sembrata una dichiarazione assennata e condivisibile.”

 

Fiorella Mannoia

«Ma che cosa avrebbe detto di così terribile? Mi sembra una considerazione di buon senso. Io non l’ho capito. Giudicate voi». (via Twitter)

 

Peppino di Capri

«Bisogna accogliere quelli giusti. Diciamo che sto un po’ con l’uno e un po’ con l’altro. Non sono razzista, ben vengano tutti ma bisogna darsi una regolata. Condivido la posizione di Salvini perché fa parte di un’inquadratura generale della situazione».

 

Maurizio Costanzo 
«Le polemiche prima di Sanremo? Niente di nuovo sotto il sole. Cosa sarebbe il Festival senza? Ma non c’è da agitarsi perché si tratta sempre di polemiche-lampo che muoiono sull’ultima nota del brano vincitore. Anzi chi organizza deve essere felice quando scoppia il caso, perché comunque vada crea attenzione. Negli ultimi anni era diventato fin troppo un Festival per educande. Personalmente penso che Baglioni possa dire quello che gli pare. Ma bisogna essere consapevoli che il tema dei migranti è molto divisivo. C’è molta tensione sull’argomento. E forse la conferenza stampa del Festival non era la sede adatta per affrontarlo»

 

Matteo Salvini

“A me piace Baglioni. Mio figlio mi dice che ascolto musica vecchia: Battisti, De Andrè, Vasco e Baglioni. Mi piace quando cantano, poi ogni cantante ha diritto di pensarla come vuole. Ma siccome è pagato dai cittadini italiani, da una rete pubblica per una iniziativa pubblica se evita di usare il microfono e il palco di Sanremo per fare comizi gli italiani gliene saranno grati”

 

Maurizio Gasparri

“Certo le sue posizioni sono note, si sa come la pensa anche per l’impegno proprio sul tema dell’immigrazione che avuto per tanti anni con O’ Scià, e mi auguro che i toni accesi, aggressivi sul web contro di lui cessino: quando qualcuno viene aggredito sui social mi dispiace sempre. Detto questo è vero che ciascuno dovrebbe dedicarsi soprattutto alla sua attività”

 

Giampaolo Rossi

“La Rai verifichi se ci sono conflitti di interesse generati dal rapporto che il direttore artistico del Festival di Sanremo ha con la sua casa discografica, che è la stessa cui appartiene una buona parte degli artisti selezionati. Il cittadino Baglioni ha diritto di manifestare tutte le opinioni che vuole, naturalmente. Parlare di immigrazione, però, mentre si presenta il festival della canzone italiana è del tutto fuori contesto, anche quando lo si fa in risposta a domande specifiche poste dai giornalisti”

 

Teresa De Santis

“Di sicuro, dicono le persone a lei vicine, l’ipotesi di un Baglioni Ter che l’artista aveva caldeggiato, cade miseramente nel vuoto: Baglioni addio all’Ariston, almeno finché ci sarà questa guida alla rete ammiraglia”

 

Giancarlo Magalli

«Un presentatore ha il diritto di avere delle opinioni come chiunque altro ma deve avere anche la delicatezza di esprimerle nei luoghi e nei momenti giusti. E forse la conferenza stampa del Festival di Sanremo non è il momento giusto per una dichiarazione politica. Io non lo farei, ecco. Però è legittimo, giusto e doveroso avere delle opinioni».

 

Adriano Arogozzini

«Claudio Baglioni è un grande artista universale. Lui può avere qualsiasi idea politica ma quando hai un incarico importante come quello di direttore artistico su una tv pubblica, non ti puoi permettere di fare dichiarazioni come quelle che lui ha fatto. Fossi stato il suo manager gli avrei consigliato di evitare di sfruttare i riflettori del Festival, che è per antonomasia l’evento che unisce, per dire la sua su un tema che divide».

 

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Come se non bastasse i giorni precedenti Claudio Baglioni era stato oggetto di altre critiche quali l’esclusione della canzone di Pierdavide Carone e Dear Jack scritta contro la pedofilia e Baglioni si arrampicato sugli specchi affermando in conferenza stampa la battuta “Errare è umano, perseverare è artistico”.

 

La rivolta dei sindaci… l’anarchia contro Salvini (e il Governo)

Negli ultimi giorni i sindaci di alcune importanti città come Palermo, Napoli, Firenze e Parma hanno espresso il loro dissenso nell’approvazione del Decreto Sicurezza sul loro territorio.

E oggi anche il Piemonte ha manifestato tutto il suo dissenso nei confronti del DL Sicurezza pensando ad un ricorso.

Come se non bastasse si è intromesso anche il Cardinale (di Genova) Angelo Bagnasco che non poteva esimersi dal Giudizio in qualità non solo di Ministro della Chiesa ma anche di ex presidente della CEI.

Il dissenso dei sindaci delle maggiori città ha portato anche una tensione tra la Lega e il M5S, i partiti del governo di maggioranza che fino a ora – a 7 mesi dall’inizio della legislatura – aveva mostrato pochissime rotture.

Palermo con Orlando, Napoli con De Magistris, Firenze con Nardella e Parma con Pizzarotti. Sono questi tutti i sindaci che si sono opposti alle Legge nonostante il Decreto Salvini sia stato approvato con tanto di firma del Senato e del Presidente della Repubblica il 7 novembre 2018.

Escluso il sindaco di Parma, Pizzarotti, tutti i sindaci dissidenti sono esponenti del Partito Democratico (PD) cioè l’unico partito che è in assoluto contrasto con Salvini e quindi anche con il decreto Sicurezza, perché Forza Italia (FI), sebbene sia in netto contrasto con il M5S e in parte con la Lega, ha sempre mostrato una certa simpatia sulle legge di Salvini.

Negli ultimi giorni gli hashtag più gettonati del web e di twitter sono stati #apriteiporti che è in realtà è anche il comando di alcuni sindaci.

Resta davvero impensabile immaginare come possano città come Palermo e Napoli, con tutti i problemi che già sovrastano i loro rispettivi comuni, aprire i porti per poter ospitare i migranti.

Nelle ultime settimane del 2018 sono state trasmesse anche molti servizi di programmi televisivi nei quali documentavano che interi quartieri di città sono come ostaggio di migranti.

Certo se i migranti fossero una risorsa per smaltire la spazzatura che sovrasta città come Napoli e Roma (e non solo…) il discorso sarebbe molto diverso. Ma qui siamo di fronte a problemi di disoccupazione affrontabili con il reddito di cittadinanza e l’ospitalità nei confronti dei migranti (CLADESTINI PER ALTRO…) è l’ultimo dei nostri pensieri.

Assurdità di buonismo che solo quelli del PD possono reggere… lo stesso PD che tramite il suo leader – e  per molti anche EX… – Matteo Renzi ha trasformato la sinistra in una falsa borghesia che da un lato protegge le banche e dall’altra da ospitalità a migranti clandestini che danneggiano e rendono malavitoso qualsiasi quartieri nel quale si insediano, come dimostrano i molti fatti avvenuti nella fine del 2018 come per esempio lo stupro e poi omicidio alla ragazza del quartiere di San Lorenzo di Roma.

Fatti incontrovertibili che difficilmente danno torto al vice premier e ministro dell’interno Matteo Salvini. Dall’insediamento del nuovo governo l’Italia ha fatto registrare un drastico calo dei migranti: ben l’80% circa.

La cosa che poi scandalizza è che il buonismo sbandierato dai sindaci di opposizione non ha un minimo di piano o programma con il quale accogliere i migranti. Come se esistessero infiniti alberghi o strutture con le quali accogliere l’intera popolazione dell’Africa.

L’ultimo caso di barcone dei migranti è quello della nave seawatch che si è vista rifiutare l’attracco nel porto di Malta e con 32 persone a bordo da 14 giorno aspetta l’assegnazione di un porto. Luigi Di Maio ha promesso di dare una lezione all’Europa promettendo di accogliere in Italia bambini e donne.

Matteo Salvini: archiviato il caso sul mancato salvataggio della nave Diciotti

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La Procura di Catania ha archiviato l’indagine del mancato soccorso della nave Diciotti.

Oggi, 1° Novembre è arrivata a Matteo Salvini una busta della procura nella quale viene enunciato che non è più indagato per il caso del mancato salvataggio della nave Diciotti.

In particolare Salvini era stato accusato dalla procura di Catania del reato di sequestro di persona .

Un sospiro di sollievo per il ministro dell’interno Salvini che quest’estate aveva più volte esplicato il suo astio verso la magistratura affermando che lo aveva preso di mira…

Ora il Vice Premier Leghista tirerà dritto su tutta la politica dei migranti con annessi sbarchi, come lui stesso ha dichiarato sul suo profilo twitter, dicendo di andare avanti tutta dopo l’archiviazione di una vicenda assurda.

Firenze, studenti calano nell’Arno il manichino di Salvini… proprio ora che riecheggia la tragedia di Desirée

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immagine del manichino di Salvini gettato nel fiume Arno a Firenze

Proprio in questi giorni in cui la tragedia di Desirée riecheggia in Roma e nell’intero paese e sulla quale Salvini fa la voce dura per lo scandalo dei migranti lasciati entrare nel paese dal governo PD, i sostenitori dell’opposizione e probabilmente anche di Renzi si esibiscono in uno scandaloso e indecoroso spettacolo nel quale calano nell’Arno il manichino di Salvini.

Ovviamente è risaputo che Firenze e gran parte della Toscana è l’ultima roccaforte in cui c’è ancora un amministrazione del PD nella Regione. Infatti la penultima a cedere il posto alla Lega è stato il Trentino Alto Adige.

Legittima Difesa: approvata alla camera la modifica della legge per difendersi da chi entra nella propria abitazione.

LegittimaDifesa
Matteo Salvini davanti Palazzo Chigi per manifestare affinché sia approvata la modifica sulla legittima difesa che consentirà a chiunque di difendersi nella propria abitazione.

Oggi, Mercoledì 24 Ottobre, è stata approvata alla camera la modifica della legge sulla legittima difesa che consentirà di difendersi contro chiunque faccia irruzione nella propria abitazione, e poterlo anche sparare volendo…

Una legge che l’opposizione ha contestato come l’irrompere del far west… ma che stranamente poi ha votato nel momento decisivo per farla passare alla camera…

Questa legge è stata fortemente voluta da Matteo Salvini, che sin dall’anno scorso si è battuto affinché venisse fatto un atto di giustizia nei confronti dei malcapitati che vengono derubati o assassinati nella propria abitazione, garantendo quindi la sacralità della propria dimora oltre che della propria proprietà.

 

Junker (Presidente Europeo) fa scivolare nel disastro il suo partito in Lussemburgo.

Junker
Il Presidente della Commissione Europea, nonché Politico del Lussemburgo ha fatto scivolare il suo partito al 28%, record storico negativo. Le sceneggiate contro l’Italia e l’Europa gli sono costate care…

Sono stati mesi clamorosi quelli della seconda metà del 2018, che ha visto protagonista Junker (Presidente Europeo) scimmiottare l’Italia e altri capi di stato come Teresa May della Gran Bretagna.

Ora, dopo le pessime sceneggiate, fallisce clamorasamente le elezioni in Lussemburgo (suo paese) aggiudicandosi soltanto il 28% dei voti: il peggior risulato di sempre del partito.