ZOMBIEING l’ultimo trend dei social dopo Ghosting, Benching, BreadCrumbing, …

 

Zombing
Disegno di Pawel Kuczynski

Nel 2019 il mondo è completamente integrato con i social e anche noi probabilmente lo siamo, sperando ovviamente sempre di essere integrati con il mondo reale. Il sintomo più eclatante della nostra simbiosi con i social sono i cambiamenti delle loro funzioni, delle loro grafiche: quando ci accorgiamo di essi ci mandano spesso in tilt o comunque in una lieve malinconia quando la loro comparsa interrompe la praticità del nostro utilizzo quotidiano.

Ma i social hanno definito dei veri e propri comportamenti che hanno preso una terminologia precisa da qualche anno: BENCHING, BREADCRUMBING, GHOSTING E ZOMBIEING

zombie

L’ultimo di questi comportamenti è proprio lo ZOMBIEING. Come potrebbe far intuire il termine stesso – la resurrezione dal mondo dei morti – è riapparire dopo essere scomparsi in seguito a un periodo di frequentazione. Molti esperti lo categorizzano anche come trend perché il comportamento assume un ruolo di massa.

ghost

E’ evidente che lo ZOMBIENG è l’evoluzione del GHOSTING cioè la scomparsa totale e senza spiegazione dopo relazioni che vanno da pochi mesi a persino anni. E’ un modo conveniente per andarsene senza lasciare spiegazione e affrontare il partner.

 

 

 

Lo psicologo Bill Levkof ha spiegato la sua posizione su Business Insider, sottolineando come non ci sia da aspettarci molto da qualcuno con cui si ha avuto principalmente una relazione virtuale, e anche saltuaria, fatta principalmente di messaggi inviati magari nel corso della notte.

Il concetto di persone che si connettono e scompaiono non è nuovo”, continua Levkoff. “È solo che tempo fa sarebbe stato più difficile accorgersi di qualcuno che non ci vuole più”. Oggi invece basta osservare le spunte di Whatsapp per capire che l’altro non ha più intenzione di farsi sentire.

Questi nomi sono stati coniati da quella che viene definita la generazione dei Millenial (chiamata anche genrazione Y) per identificare delle vere e proprie categorie sulla nostra seconda vita che creiamo con i social.

Sebbene questi termini identifichino categorie precise, di un mondo che imperversa nelle nostre vite quotidiane, facendoci credere di stare meglio o di vivere i rapporti in maniera più immediata, la realtà è che i social di illudono più di quanto non crediamo o pensiamo.

Spesso i social sono tristi perché siamo succubi delle dinamiche e dei tempi del sistema, smaniosi e ossessivi di attendere una risposta, di controllare lo stato, la storia, o addirittura l’ora dell’ultima connessione online. La cosa più triste è quando un messaggio riesce a colmare il contatto diretto con la persona, perdendo l”esigenza di incontrarla, sebbene comunque il social rimane uno strumento con il quale rimanere in contatto, anche nei momenti di necessità e senza i quali molte cose sarebbero impossibili.

Non finisce qui perché i social non ci permettono mai di staccarci con una persona con la quale spesso condividiamo foto, post, etc… e i ricordi affiorano di continuo alimentando un vera e propria mappa cognitiva dei nostri pensieri che preclude in maniera quasi irrimediabile le nostre azioni quotidiane, anche a livello inconscio e quindi molte persone ne sono anche inconsapevoli.

Altri termini da tenere in considerazione, oltre a quelli già citati, sono i seguenti:

BENCHING (stare in panchina)

bench

Identificano coloro che non sono totalmente convinte di una persona, la si tiene lì a in sospeso, perché non si ha la forza di prendere una decisione o di staccarsene totalmente. Chi è vittima di benching equivale al piano B della persona che ci sta tenendo in sospeso. Il Benching non va confuso con chi invece sta avendo un rapporto che sta prendendo piene.

BREADCRUMBING (fare come Pollicino)

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Alimentare una relazione con messaggi o interazioni social saltuariamente per non essere completamente fuori dal mondo di qualcuno. Si decide di lasciare una finestra aperta, creando false illusioni nell’altra persona. Un atteggiamento disonesto, egoistico e poco sano, peggiore del ghosting.

STANCHING

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Quando nonostante due si stiano frequentando da un po’ di tempo, uno di loro continui a non presentare l’altr* al suo gruppo di amici, o alla sua famiglia, a non taggarl* nei post e non interagire sui social media pubblicamente con lui o lei. Segue insomma il metodo del “non rovinarsi la piazza”.

 

CUFFING E UNCUFFING

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Ci sono comportamenti pseudo-patologici denominati cuffing, cioè trovarsi una compagnia a cui incollarsi durante i mesi invernali – o ammanettarsi, come suggerisce la terminologia anglofona – e relativo uncuffing primaverile.

 

2018 in tre parole

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2018 in tre parole (ma anche in tre lettere) : CR7

Il 2018 sta per finire e probabilmente molti faranno il resoconto, o quanto meno un flashback dell’accaduto, benché in alcuni casi triste o di breve resoconto.

Su twitter oggi appare l’hashtag ‘2018intreparole’ dove ognuno dice la propria sull’anno passato: sport, politica, cronoca, spettacolo, musica, etc…

Io ho scelto lo sport e il calcio come simbolo più rappresentativo e Cristiano Ronaldo (CR7) per esprimere questo anno particolare, forse unico. Rappresenta un cambio di tendenza del Calcio e forse anche della politica e della società.

Proprio oggi è stata approvata la manovra al Senato, firmata dal Presidente della Repubblica che permetterà a molti italiani di ricevere il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza. Un fatto storico che potrà cambiare per sempre l’identità del nostro paese dal punto di vista sociale e culturale.

 

 

#correttorecospiratore L’hashtag che è spopolato su twitter…

pistol

Oggi, 3 Novembre 2018, come hashtag del giorno che generalmente popola twitter per occupare chi si diletta in versi o riflessioni è spuntato #correttorecospiratore come l’emblema degli errori che non vengono corretti dal nostro dispositivo che può incappare in gaffe di non poco conto. Eccone alcuni:

Sono obliterato di impegni

devi soffrire come ho soffritto io

Aspetto un tuo massaggio

Ti giuro, non volevo offenderti! Sucami

Io ti ano!

… e tantissimi altri errori riportati come errori ironici! Anche alcuni noti quotidiani online hanno parlato della notizia, probabilmente sia per quantità sterminata di twitt che per l’ironia molto insolita, persino per un social, dove spesso si dice tutto anche con linguaggi al limite della decenza!